I Migliori – La squadra della mutua 4-0
Nulla da dire, la Spagna ci ha surclassato mentalmente, fisicamente e tecnicamente ed ha meritato di gran lunga la vittoria. Siamo i secondi dietro una squadra fortissima che resterà nel gioco del calcio. Unico piccolo rammarico il non essercela potuta giocare alla pari almeno a livello fisico. O quantomeno 11 contro 11 per la partita intera. Ricordiamo che nel girone li abbiamo fermati sull’1-1, e che solo poco tempo fa in amichevole li battevamo 2-1 grazie ad un Giuseppe Rossi (stroncato a casa da due infortuni gravissimi) ed un Cassano (arrivato all’Europeo dopo un ictus…) in forma decente. Di più, nelle condizioni odierne, non si poteva fare.
Ah, un’ultima cosa: c’era un rigore nettissimo contro di noi, potevano essere cinque, ed è forse uno dei pochissimi errori degli arbitri in questo Europeo. Un applauso a loro e a Collina che dimostra di saper anche gestire i suoi colleghi in maniera perfetta.

Pagelle:

Buffon, 6,5: nessuna colpa sui gol e una buona parata all’inizio della partita su Fabregas. Ci teneva, gli è andata male.

Abate, 6: affronta Iniesta e lo tiene benino, non facendolo arrivare al tiro. Sull’azione del gol di Jordi Alba sbaglia a tenere l’uomo più alto invece che inseguire il terzino spagnolo. Poi continua a fare il suo per quanto possibile, nonostante una condizione fisica precaria.

Barzagli, 6: tenere i piccoletti, come detto, per lui è dura. Non lo fa male, alla fine molla gli ormeggi, ma meno di altri.

Bonucci, 5,5: alterna buone chiusure in contrasto a brutte impostazioni. Quando ha la palla tra i piedi e lento e per nulla lucido. Impaurito dagli spagnoli, alla fine non se la cava malissimo e non ha grandi colpe.

Chiellini, 4: la colpa va condivisa con Prandelli. Se uno è rotto, è rotto; non può stare in campo e nel poco che gioca sbaglia tutto il possibile, rivelandosi anche il maggior colpevole nell’azione del primo gol.

Marchisio, 4: fa numero in difesa, ma nulla di più. Forse è spompato, sicuramente è assente. Nel secondo tempo scompare totalmente dal campo, ed è il primo ad abbandonare anche mentalmente la partita.

Pirlo, 6: fa quel che può, ma non può predicare nel deserto contro una squadra che se prende palla non la perde più. Va a contrastare perfino in difesa, segno che è uno dei pochi a volersela giocare anche quando è diventata palesemente ingiocabile.

De Rossi, 6,5: sbaglia qualche passaggio di troppo, ma è l’unico che mette una pezza ovunque serva. In fase difensiva è strepitoso, ed imposta pure qualche degna azione d’attacco. Nel secondo tempo gioca praticamente da solo.

Montolivo, 5,5: un gran tiro, qualche contrasto, pochissimo fraseggio. Imbambolato tra gli spagnoli, esce ingiustamente nel secondo tempo in un cambio che non aveva troppo senso.

Cassano, 6: nel primo di tre tiri nello specchio fatti dall’Italia, due li fa lui; uno pericoloso, l’altro meno. Si muove poco ed è controllato benissimo, ma alla fine se c’è uno spazio lo trova solo lui. Esce in precarie condizioni fisiche.

Balotelli, 4,5: al centro Piqué e Sergio Ramos lo sovrastano senza troppi problemi, costringendolo a girare al largo dove però paga una notevole differenza di velocità sia con Arbeloa che con Jordi Alba. In più è sempre macchinoso e lezioso ogni volta che ha la palla tra i piedi, benché bisogna dire che i compagni lo aiutino poco e nulla. Nel secondo tempo non molla come qualche suo compagno, torna indietro a contrastare e occupare spazio, ma è comunque imbarazzante per quel che combina in avanti.
Sostituzioni:

Balzaretti, 6: fra i più in forma dei nostri in quest’europeo, avrebbe meritato il posto da titolare anche con un Chiellini integro. Figuriamoci con un Chiellini rotto, e fuori ruolo sulla sinistra. Poi si rompe anche lui, e finisce definitivamente la festa.

Di Natale, 6,5: entra, ha due palle giocabili e le trasforma in due tiri pericolosi. Il primo di testa fra due difensori alti più di un metro e novanta, lui che è basso un metro e un tosolo. Il secondo in buona torsione vicino l’area piccola. Corre per tutto il tempo, nonostante il punteggio contro l’Italia si facesse sempre più pesante. Era la sua ultima occasione per un titolo con la Nazionale, è finita con un secondo posto.

Thiago Motta, s.v.: entra ed esce rotto.

Allenatore.

Prandelli 3 (per la partita), 9 (per tutto il resto): decide di giocarsela alla pari con gli spagnoli, e sbaglia clamorosamente. Sul palleggio gli iberici ci surclassano e sulla velocità ci doppiano. La prima partita doveva insegnargli qualcosa, contro una squadra così il 5-3-2 avrebbe dato qualche sicurezza in più. Pecca di troppo coraggio e un po’ di presuntuosità. Stavamo comunque giocando contro il campione europeo e mondiale in carica, e non per caso.
Pecca anche di troppa riconoscenza nei giocatori che l’hanno portato in finale: Abate era rotto, Chiellini era rotto, Pirlo spompato, Marchisio senza forze, De Rossi spremuto, Cassano con i suoi ovvi problemi. Sostituirli tutti sarebbe stata una pazzia, ma vedere subito in campo Balzaretti, Maggio ed un centrocampista più fresco al posto di Marchisio non sarebbe stata una cattivissima idea. E’ vero che è “senno del poi”, ma che i giocatori sono al limite della morte fisica se ne dovrebbe accorgere prima l’allenatore che gli spettatori…
Le tre sostituzioni in corso d’opera, finite già al decimo del secondo tempo, sono un’assurdità.
Comunque era una squadra su cui nessuno puntava un euro, ed è arrivata in finale per merito di una superlativa gestione del gruppo e delle buone convocazioni. Una partita, anche se la finale, si può sbagliare.

E ricominciamo con le pagelle, via.

Spagna – Italia 1-1

Buono l’esordio degli Azzurri ai campionati europei. La partita contro gli avversari più difficili fra quelli disponibili, e che quindi più facevano paura, finisce con un pareggio che potrebbe perfino lasciare qualche rimpianto. E’ vero che la Spagna, soprattutto negli ultimi 15 minuti, avrebbe meritato un gol per il numero di volte in cui è riuscita a trovarsi davanti la porta di Buffon, ma è anche vero che durante il primo tempo l’Italia ha tenuto molto meglio il campo, mettendo sempre in difficoltà la retroguardia delle Furie Rosse.

A livello tattico Prandelli con la difesa a tre sembra aver trovato abbastanza la quadratura del cerchio, con una rosa sicuramente non eccezionale (eufemismo per: peggio di così è difficile). L’Italia soffre per la mancanza di centravanti, di centrocampisti fisici e di difensori all’altezza, sia centrali che laterali; ha però una grande abbondanza di seconde punte e una buona quantità di centrocampisti d’inserimento e di ali. Il 3-5-2 è probabilmente il modo migliore per valorizzare il materiale umano a disposizione.

Si può guardare alle prossime partite con un po’ di ottimismo un più, benché Trapattoni potrebbe riservare amare sorprese contro una squadra così organizzata.

Buffon 7.5: Buon primo tempo, estremamente sicuro in tutto quello che fa, bravissimo nel coprire lo specchio della porta. Buone anche due rischiosissime uscite al limite dell’area. Nel secondo tempo sale ancora di livello con interventi strepitosi, fra cui una chiusura da difensore puro su Torres.

Bonucci 6: fa muro davanti alla porta, non partecipa alla costruzione del gioco, ma è sempre presente nella distruzione di quello altrui. Bene così, la difesa a tre gli giova parecchio e gli permette di non rendere troppo visibili le pecche di cui tutti sanno. Nel secondo tempo il suo lato viene meno battuto dagli spagnoli, sempre per la sua felicità.

De Rossi 8,5: intendiamoci, non è un grande difensore e non è proprio un difensore. Ma l’abnegazione dimostrata nel primo tempo per fare quello che gli è stato chiesto, vale sicuramente un voto altissimo. Non marca benissimo, ma chiude gli spazi in maniera egregia, “leggendo” bene le azioni e non sbagliando praticamente mai i tempi di intervento. Rimane bloccato dietro e più di una volta salva e sbroglia situazioni estremamente pericolose. Nel secondo tempo cresce ancora: si perde Fabregas sul gol (ma c’è da dire che l’azione è quasi allo stato dell’arte, merito degli attaccanti più che demerito dei difensori), ma per il resto non sbaglia nulla e sembra anche capace di “comandare” i compagni a non ammucchiarsi come nel primo tempo. Sinceramente una grande scelta di Prandelli.

Chiellini 6,5: con De Rossi a coprire gli spazi ed organizzare, lui è finalmente libero di fare quel che gli piace di più. Contrastare, contrastare, contrastare e sporcare tutti i palloni che passano dalle sue parti. Mostra una sicurezza che da centrale puro non riesce mai ad avere, così come per Bonucci lo schema lo aiuta tantissimo. Nel secondo tempo non riesce più a tenere il ritmo degli avversari, soprattutto a causa dell’ingresso del velocissimo e ficcante Jesus Navas. Nonostante questo dimostra di essere un grande stopper, che può dire il suo in qualsiasi difesa che abbia qualche giocatore “di cervello”. È un peccato non averlo mai visto giocare con Nesta.

Maggio 5,5: corre tantissimo, sicuramente più di tutti i compagni, ma è l’unico lato positivo della sua prestazione. Per il resto sbaglia tutto ciò che si può sbagliare, dimostrando una tecnica quantomeno approssimativa. In difesa se la cava quando c’è da far numero, ma gli spagnoli in generale sembrano metterlo KO su tutto il profili tecnici. Anche tatticamente non sembra del tutto a suo agio, nonostante giochi nel ruolo a lui più congeniale. Gli avversari sembrano poterlo mandare dove vogliono, ed il fatto che lui ci metta mezz’ora a stoppare ogni pallone, peraltro allungandoselo malamente, non lo aiuta ad essere incisivo.

Marchisio 6: non particolarmente brillante, azzecca un gran tiro nel primo tempo che meritava miglior sorte. In attacco si vede raramente, benché i suoi inserimenti a volte diano parecchio fastidio all’inefficace tattica iberica. In interdizione a centrocampo fa il suo, coprendo bene lo spazio a lui assegnato. Quando la palla arriva più indietro, invece, dimostra di non sapere marcar stretto l’avversario. Considerando però che ha anche gli avversari peggiori sotto questo punto di vista.
Nel secondo tempo fa di nuovo un’azione offensiva grandiosa, ma non riesce a segnare in parte per un tiro fiacco, in parte per la bravura di Casillas.
Probabilmente contro un’altra squadra la sua prestazione sarebbe diventata molto più che sufficiente.

Pirlo 6: la sufficienza non la raggiunge, nel primo tempo. Lento, impacciato e fuori dal gioco, si salva da una bocciatura completa solo per l’incredibile piede di cui è dotato, che mette spesso in movimento le ali. Poco sicuro davanti alla difesa, rischia più volte di agevolare la manovra offensiva avversaria. Col passare dei minuti per fortuna la sua prestazione cresce abbastanza in qualità. Nella prima parte del secondo tempo dimostra chi è, tornando il regista più forte della storia del calcio per una ventina di minuti, con l’aggiunta di una strepitosa azione in slalom che porta Di Natale al gol.
Questo è il peggior Pirlo, ed è decisivo.

Thiago Motta 5: lacunoso in difesa e in attacco, fa più confusione che altro. Come molti, troppi compagni, è più utile a far numero che a costruire gioco razionale. Sfiora un gol di testa, dimostrando che comunque ha sempre buoni tempi di inserimento. Nel secondo tempo scompare totalmente e Prandelli lo tiene in campo fin troppo. Il peggiore.

Giaccherini 5,5: come Maggio corre molto, e tecnicamente si comporta molto meglio. Ma è confusionario e disorganizzato, non sembra seguire uno schema ma andare semplicemente avanti con la palla. Punta sempre l’uomo, anche quando non ce ne sarebbe assolutamente bisogno, con l’aggravante di non riuscirlo a saltare quasi mai. Nel secondo tempo va totalmente in bambola, ma fare il terzino ed il marcatore non può essere il suo compito. Su quella fascia manca Criscito, c’è poco da fare. Giaccherini fa quel che può.

Cassano 6,5: a sorpresa Fantantonio si dedica bene al pressing offensivo e, nonostante una notevole differenza di velocità con i giocatori avversari, fa il suo a livello tecnico, dove sembra svariate spanne superiore alla difesa spagnola. Mette più volte in difficoltà i propri marcatori, ed arriva ben tre volte al tiro. In più sembra aver imparato da Inzaghi a rimanere sulla linea del fuorigioco, impedendo spesso alla difesa iberica di stare tranquillamente sulle sue. Nel secondo tempo riprova qualche azione, dimostrandosi per altro benissimo piazzato sia nell’occasione buttata al vento da Balotelli, sia in quella finita nel gol di Di Natale. In attacco sicuramente il migliore, peccato che non regga una partita intera.

Balotelli 5: qualche buono spunto c’è, ma niente di più. Per il resto combina poco e perde tutti i contrasti aerei, costringendo la squadra a giocare esclusivamente palla a terra. Non sembra intendersi troppo bene coi compagni e benché non sia servito malissimo, non riesce praticamente mai a concludere. Rimedia una stupida ammonizione. Nel secondo tempo dimostra tutti i suoi limiti mentali, mandando a puttane un’azione peraltro creata da solo. Al di là di questo, la prestazione è negativa soprattutto a livello fisico: un giocatore con un fisico così e con la sua età deve correre il doppio e contrastare il triplo; e, possibilmente, prendere qualche pallone alto.

Sostituzioni

Di Natale 7: sta in campo neanche un tempo, segna un gol e ne sfiora un altro. Che altro dire?

Giovinco 6,5: la Formica Atomica c’è, piedi, corsa e agilità. Con gli avversari spagnoli, poco ruvidi, riesce anche a reggere fisicamente. Un grande assist purtroppo non finalizzato da Di Natale vale mezzo punto in più.

Nocerino S.V.: troppo poco, troppo tardi. Se Thiago Motta gioca così, lui merita una chance da titolare.

Allenatore, Prandelli 6,5: come detto, la scelta della difesa a tre risulta azzeccata. Conosce gli uomini a sua disposizione, ha convocato i migliori nonostante carenze in qualche tipologia di giocatore e ora deve per forza farli giocare al meglio delle loro possibilità. Non è una squadra da 4-3-1-2, non è una squadra da 4-3-3. Giusto dunque imitare Trapattoni, giusto sperare nei piedi buoni dei cinque convocati in avanti.
In questa partita forse ha peccato un po’ nelle sostituzioni: troppo veloce quella di Balotelli (magari era meglio tener fuori Cassano già spompato), troppo lenta (ma giustificata dalle due sostituzioni già effettuate) quella di Thiago Motta. Errori da poco, alla fine.
La cosa più importante è che il gruppo è sembrato esserci, e tutti hanno lavorato per tutti. Vedere Cassano andare a prendere palla sulla fascia venti metri dietro la linea di centrocampo è sintomo di un ottimo lavoro psicologico di Prandelli.

 

E finisce qui. Commento Italia-Spagna.

E siamo usciti ai rigori. Sta scena mi pare di averla già vista, ma in fin dei conti non ci si abitua mai. Potevamo uscire noi come loro, sembra banale ma è così, durante i due tempi regolamentari e i due supplementari nessuno ha meritato veramente di vincere.

Buffon 8: durante la partita para quel poco che arriva nello specchio (due tiri a voler essere buoni), ma soprattutto mostra tutte le altre caratteristiche che un portiere deve avere: non sbaglia un’uscita, ha sempre i tempi perfetti e chiude tutto lo specchio della porta agli attaccanti spagnoli che tentano la penetrazione. Para anche un rigore (in verità calciato maluccio). Più di così si vince solo per la sua presenza.
Grosso 7,5: quasi perfetto. In difesa perde poche volte in velocità mentre sul breve sembra più in difficoltà, ma alla dfine dalla sua parte non arrivano grandi pericoli. Per quanto riguarda la spinta è formidabile, forse è l’unico dell’11 titolare che al 120° ancora si proponeva in attacco. Buona anche la qualità dei cross.
Chiellini 9: sembrava Cannavaro. Nè Torres nè Villa nè Guiza gli danno particolarmente fastidio, riesce a rubare sempre loro il tempo, in takle è praticamente perfetto, di testa è insuperabile e si permette anche qualche decina di anticipi fuori area. La sua miglior partita, molto incorraggiante per il futuro della nazionale.
Panucci 6,5: forse meriterebbe di più, ma ha il brutto vizio di attaccarsi agli avversari rimanendo sempre sul limite del rigore. Per fortuna questa volta il limite non lo oltrepassa. Controlla benissimo Torres, incapace di fargli patire alcunchè, un pò meno Villa che qualche volta lo supera bene. Tutto sommato una buona partita, probabilmente l’ultima con la nazionale. Utile.
Zambrotta 5: primo tempo inguardabile, esce alla distanza. In difesa è attento, anche se un pò lento rispetto a Silva. Nonostante questo rimedia con una conoscenza tattica incredibilmente migliore rispetto a quella degli spagnoli. Non avanza quasi mai e quando lo fa sbaglia sistematicamente il cross. Eppure il cross dalla trequarti insegnano che è inutile già ai pulcini.. Non era il suo europeo.
Ambrosini 6,5: parte da 8, un primo tempo fantastico, è su tutti i palloni e quando non c’è possesso palla è su tutti i giocatori. Non ha i piedi per far ripartire l’azione, ma ad occhio e croce direi che non fosse compito suo. Cala visibilmente alla distanza, mandando abbastanza in confusione il centrocampo.
De Rossi 6,5: praticamente (come si sospettava) fa il difensore aggiunto, il mediano d’altri tempi. Gioca d’anticipo davanti l’area, copre al centro benissimo tanto la Spagna riesce ad entrare solo sulle fasce. Avanza poco ma quando lo fa se la cava, almeno in fase di passaggio. Non trova invece mai lo spazio per il tiro. Sul rigore c’è da dire che non è il primo che sbaglia. Quando conta di solito lui non c’è, non è mestiere suo fare i rigori decisivi. Peccato per lui, ha tempo per rifarsi.
Aquilani 4: semplicemente non c’è. Le doti del giocatore saranno indiscutibili, ma sembra ed è ancora uno strappato all’under 21. Gli mancano ancora gli attributi per giocare una partita così importante. In marcatura è abbastanza nullo e in fase propositiva scandaloso, tanto che per quasi tutto il tempo l’Italia spinge solo sulla sinistra, nonostante è a destra che Silva e Capdevilla lasciano buchi enormi.
Perrotta 5,5: per sbattere si sbatte, fa anche la seconda punta aggiunta accanto allo statuario Toni, però alla fine i risultati sono pochi. Troppo troppo in confusione, in questa partita anche tanti appoggi sbagliati che non sono da lui. Però è un giocatore fondamentale per ogni squadra, con la capacità che ha di fare un pò tutto dalla mediana in su.
Cassano 6: nel primo tempo fa delle belle giocate, poi incomincia a pigliarci gusto e ad esagerare. Alla fine nell’apatia generale si spegne completamente e viene sostituito. C’è da chiedersi come renderebbe 10 metri più avanti, magari con qualche compagno di reparto in più. O magari diverso dalla colonna greca che aveva oggi.
Toni 3: gli si perdona tutto, tranne l’indolenza. Nelle scorse partite pur con pessimi risultati si era sbattuto come pochi, pur apparendo in forma fisica precaria se non scandalosa. In quest’ultima partita invece praticamente non fa proprio nulla. Si limita a vivacchiare in area, cercare il fallo dei difensori avversari e spizzarla (male) di testa. Già a metà del secondo tempo passeggiava, non pressava manco a chiederglielo per favore. Magari un’opportunità da prima punta a Borriello o Quagliarella (che dalla sua ha anche il gran tiro dalla distanza) si poteva concedere, almeno nei supplementari. Ed erano entrambi rigoristi.
Camoranesi 6: fa il suo. Parte maluccio, poi trova due tre fughe palla al piede di buona fattura e risale di morale. Sbaglia poco, ci mette un pò di fantasia in attacco e segna un rigore. Fa anche l’unico tiro decente nello specchio dell’intera partita, da una parta e dall’altra. Di più nel tempo concessogli non poteva fare.
Di Natale 6: poteva entrare prima, magari anche dall’inizio. Ci mette vivacità, corsa, pressing e anche tecnica. Fa dei cross di ottima fattura per l’inutile Toni e addirittura sfiora il gol di testa su un grande stacco. Era il giocatore ideale per mandare in crisi la pessima difesa spagnola. Poi sbaglia un rigore, e sinceramente designare lui al quarto posto mi è sembrato un pò un azzardo. Troppa poca esperienza per queste cose.
Del Piero 6,5: entra nei supplementari in vista di battere un rigore. Quando tutti i giocatori avversari sono spompati lui è un fenomeno. Si permette una serie di dribbling e giocate di alto livello, ma ovviamente in quel momento predica nel deserto. Probabilmente come quarto rigorista sarebbe stato meglio lui (o Panucci). Spero vivamente che sia l’ultima sua partita in nazionale. Senza rancore e senza rammarico. Però basta.

Donadoni 5,5: con le assenze di Pirlo e Gattuso la squadra era praticamente obbligata. La formazione titolare è logica, soprattutto pensando alle passate buone prestazioni della Spagna. Quel che non va proprio è la lettura della partita durante il suo corso. Toni non ha retto 70 minuti, perchè fargliene giocare 120? Già nel primo tempo si vedeva che c’erano praterie nella metàcampo spagnola, perchè non inserire una seconda punta di ruolo? Magari al posto dello spaesato e francamente inutile Aquilani? Insomma ha peccato un pò di presunzione e forse di troppa speranza. Della serie "qualcosa succederà". E ora partirà il tormentone "Donadoni sì, Donadoni no". Io propendo per il sì, ma l’esonero non sarebbe uno scandalo.

Spagna: mio dio… Si può dire quello che pare, però a me sta squadra fa veramente tanto schifo. La difesa è inguardabile, Puyol e Sergio Ramos si reggono solo grazie ai falli, Marchena non fa altro che metterci fisico e nervi, capdevilla è un terzino inutile quanto in difesa quanto in attacco. Il centrocampo è di una pochezza impressionante sia sul piano della corsa che su quello della creatività. Xavi Hernandez non vede praticamente palla, si limita a gestirla come farebbe un giocatore di C le rare volte che la prende. Senna è un onestissimo mediano, probabilmente il migliore dei centrali spagnoli in una partita vera. Sulle fasce Iniesta è semplicemente "ridicolo", punta l’uomo e viene sbeffeggiato regolarmente da qualsiasi difensore e tenta dei tiri da lontano che fanno gridare vendetta al cospetto degli dei. Secondo Guardiola è meglio lui che Deco. Auguri, Pep. Silva invece è un gran talento, anche se tatticamente è paragonabile ad una sega (passatemi il francesismo). Corre tanto, ha i piedi buoni nello stretto, ha una discreta visione di gioco e una tecnica di pregio (anche se non esaltante, in velocità sembra uno scarparo qualsiasi), però non sa proprio come stare in campo. Torres lo ripeto da almeno due anni è un giocatore incredibilmente sopravvalutato. Ha una buona tecnica, ma non la sa esprimere negli spazi stretti, nè riesce a far vedere molto quando la velocità di esecuzione lo richiederebbe. Fors nelle praterie della liga e contro le statuine della Premier sarà un fenomeno, ma questo in Italia se si fa mangiare da un Panucci 35enne ormai lento come una carriola non combinerebbe nulla di che. Villa è uguale ad Inzaghi, con molto meno senso del gol e poca più tecnica, soprattutto nello stretto. Bravo a posizionarsi bene è però LENTISSIMO quando si tratta di concludere di prima o più velocemente di una lumaca asfittica. Ottimo pure lui per Liga e Premier. In Champions ha segnato giusto contro il Rosenborg.
Insomma una pessima Spagna che dal suo aveva solo corsa e fiato. Scemi noi a non approfittarne e a rimanere su una inutile (col senno di poi) impostazione difensiva.
P.s.= se noi siamo imbroglioni, gli spagnoli ci battono almeno di un chilometro di distacco su questo fronte. Mai viste tante simulazioni, appena la palla finiva fuori portata erano a terra. Villa il peggiore, addirittura patetico quando pensando di avere Panucci dietro si lascia cadere. Io mi vergognerei. E pensavo che Del Piero fosse un simulatore… almeno i nostri cadono quando c’è qualcuno vicino, non da soli.

Ultima parola sull’arbitro: perfetto. Non ne sbaglia una e caccia i cartellini al momento giusto. Veramente il migliore in campo. Ottimi anche i collaboratori suo fuorigiochi.

Arrivederci a Sudafrica 2010 (o alle Olimpiadi 2008, perchè no…)