I Migliori – La squadra della mutua 4-0
Nulla da dire, la Spagna ci ha surclassato mentalmente, fisicamente e tecnicamente ed ha meritato di gran lunga la vittoria. Siamo i secondi dietro una squadra fortissima che resterà nel gioco del calcio. Unico piccolo rammarico il non essercela potuta giocare alla pari almeno a livello fisico. O quantomeno 11 contro 11 per la partita intera. Ricordiamo che nel girone li abbiamo fermati sull’1-1, e che solo poco tempo fa in amichevole li battevamo 2-1 grazie ad un Giuseppe Rossi (stroncato a casa da due infortuni gravissimi) ed un Cassano (arrivato all’Europeo dopo un ictus…) in forma decente. Di più, nelle condizioni odierne, non si poteva fare.
Ah, un’ultima cosa: c’era un rigore nettissimo contro di noi, potevano essere cinque, ed è forse uno dei pochissimi errori degli arbitri in questo Europeo. Un applauso a loro e a Collina che dimostra di saper anche gestire i suoi colleghi in maniera perfetta.

Pagelle:

Buffon, 6,5: nessuna colpa sui gol e una buona parata all’inizio della partita su Fabregas. Ci teneva, gli è andata male.

Abate, 6: affronta Iniesta e lo tiene benino, non facendolo arrivare al tiro. Sull’azione del gol di Jordi Alba sbaglia a tenere l’uomo più alto invece che inseguire il terzino spagnolo. Poi continua a fare il suo per quanto possibile, nonostante una condizione fisica precaria.

Barzagli, 6: tenere i piccoletti, come detto, per lui è dura. Non lo fa male, alla fine molla gli ormeggi, ma meno di altri.

Bonucci, 5,5: alterna buone chiusure in contrasto a brutte impostazioni. Quando ha la palla tra i piedi e lento e per nulla lucido. Impaurito dagli spagnoli, alla fine non se la cava malissimo e non ha grandi colpe.

Chiellini, 4: la colpa va condivisa con Prandelli. Se uno è rotto, è rotto; non può stare in campo e nel poco che gioca sbaglia tutto il possibile, rivelandosi anche il maggior colpevole nell’azione del primo gol.

Marchisio, 4: fa numero in difesa, ma nulla di più. Forse è spompato, sicuramente è assente. Nel secondo tempo scompare totalmente dal campo, ed è il primo ad abbandonare anche mentalmente la partita.

Pirlo, 6: fa quel che può, ma non può predicare nel deserto contro una squadra che se prende palla non la perde più. Va a contrastare perfino in difesa, segno che è uno dei pochi a volersela giocare anche quando è diventata palesemente ingiocabile.

De Rossi, 6,5: sbaglia qualche passaggio di troppo, ma è l’unico che mette una pezza ovunque serva. In fase difensiva è strepitoso, ed imposta pure qualche degna azione d’attacco. Nel secondo tempo gioca praticamente da solo.

Montolivo, 5,5: un gran tiro, qualche contrasto, pochissimo fraseggio. Imbambolato tra gli spagnoli, esce ingiustamente nel secondo tempo in un cambio che non aveva troppo senso.

Cassano, 6: nel primo di tre tiri nello specchio fatti dall’Italia, due li fa lui; uno pericoloso, l’altro meno. Si muove poco ed è controllato benissimo, ma alla fine se c’è uno spazio lo trova solo lui. Esce in precarie condizioni fisiche.

Balotelli, 4,5: al centro Piqué e Sergio Ramos lo sovrastano senza troppi problemi, costringendolo a girare al largo dove però paga una notevole differenza di velocità sia con Arbeloa che con Jordi Alba. In più è sempre macchinoso e lezioso ogni volta che ha la palla tra i piedi, benché bisogna dire che i compagni lo aiutino poco e nulla. Nel secondo tempo non molla come qualche suo compagno, torna indietro a contrastare e occupare spazio, ma è comunque imbarazzante per quel che combina in avanti.
Sostituzioni:

Balzaretti, 6: fra i più in forma dei nostri in quest’europeo, avrebbe meritato il posto da titolare anche con un Chiellini integro. Figuriamoci con un Chiellini rotto, e fuori ruolo sulla sinistra. Poi si rompe anche lui, e finisce definitivamente la festa.

Di Natale, 6,5: entra, ha due palle giocabili e le trasforma in due tiri pericolosi. Il primo di testa fra due difensori alti più di un metro e novanta, lui che è basso un metro e un tosolo. Il secondo in buona torsione vicino l’area piccola. Corre per tutto il tempo, nonostante il punteggio contro l’Italia si facesse sempre più pesante. Era la sua ultima occasione per un titolo con la Nazionale, è finita con un secondo posto.

Thiago Motta, s.v.: entra ed esce rotto.

Allenatore.

Prandelli 3 (per la partita), 9 (per tutto il resto): decide di giocarsela alla pari con gli spagnoli, e sbaglia clamorosamente. Sul palleggio gli iberici ci surclassano e sulla velocità ci doppiano. La prima partita doveva insegnargli qualcosa, contro una squadra così il 5-3-2 avrebbe dato qualche sicurezza in più. Pecca di troppo coraggio e un po’ di presuntuosità. Stavamo comunque giocando contro il campione europeo e mondiale in carica, e non per caso.
Pecca anche di troppa riconoscenza nei giocatori che l’hanno portato in finale: Abate era rotto, Chiellini era rotto, Pirlo spompato, Marchisio senza forze, De Rossi spremuto, Cassano con i suoi ovvi problemi. Sostituirli tutti sarebbe stata una pazzia, ma vedere subito in campo Balzaretti, Maggio ed un centrocampista più fresco al posto di Marchisio non sarebbe stata una cattivissima idea. E’ vero che è “senno del poi”, ma che i giocatori sono al limite della morte fisica se ne dovrebbe accorgere prima l’allenatore che gli spettatori…
Le tre sostituzioni in corso d’opera, finite già al decimo del secondo tempo, sono un’assurdità.
Comunque era una squadra su cui nessuno puntava un euro, ed è arrivata in finale per merito di una superlativa gestione del gruppo e delle buone convocazioni. Una partita, anche se la finale, si può sbagliare.