Grasse risate

Commento estemporaneo ad una frase di un articolo che mi è capitato di leggere sull’ "Espresso" di questa settimana. Nell’articolo dedicato alla situazione politica nello stretto compare in grassetto, vicino ad una foto, la presunta dichiarazione di Enrico Letta, una delle menti principali del Partito democratico, che direbbe "Se Casini va con Berlusconi il PD è finito".
Ora… a me ‘sta cosa fa tanto ridere.
Mi chiedo dove sia stato Letta in questi ultimi anni, giusto tre lustri per non esagerare. Casini con Berlusconi! E chi mai poteva immaginarselo?!?! No, dico… CHE SORPRESA. Come si può mai pensare che Pierferdinardo "Io C’entro" Casini possa mai associarsi con Berlusconi. E’ una cosa chiaramente fuori dal mondo. Sono stati nella stessa coalizione solo dal 1993 al 2007. Chi mai avrebbe potuto immaginare che i due potessero avere qualcosa da spartire in ambito politico? Non so se si è capita l’ironia.
Che l’idea di Casini di presentarsi solitario alle ultime elezioni fosse un esperimento credo l’abbiamo scritto tutti i giornali della penisola, probabilmente forse anche Letta se n’è accorto, ma a giudicare dalle dichiarazioni sopra riportate non si sa mai…
Casini cercava "il botto", pensando "se mi va bene prendo il 10% e divento l’ago della bilancia, se mi va male torno a casuccia mia, da papà Silvio che m’ha trattato sempre bene". Il botto non l’ha fatto (o meglio la debacle della sinistra ha impedito che lui contasse qualcosa) e quindi ora da brava pecorella torna all’ovile.
E fin qui nulla di strano. Tranne che per Letta, che poverino proprio non se l’aspettava. Lo immagino la mattina tutto estasiato di fronte all’alba a meravigliarsi perchè "dopo il buio è tornata la luce… UAU".
La parte eccezionale arriva dopo. Innanzitutto quando dichiara che il PD sarebbe finito senza Casini. A me sembrava che negli ultimi anni circa la metà degli italiani avesse votato Berlusca e il suo carrozzone (comprensivo di Pierferdi) e l’altra metà i vari Ulivi, Unioni, Progressisti e altre sigle varie. Addirittura in due casi un certo Romano Prodi (sempre sia lodato) aveva anche battuto l’allegra combriccola di idioti centro-destrorsi. E ora invece? Ora, col potentissimo Partito Democratico, nuova realtà, acclamato dalle folle, che finalmente ha rotto con la tradizione, che guarda al futuro etc etc… senza UDC si perde. Cioè non solo questo partito non riesce a fare gli stessi risultati delle coalizioni precedenti, ma va anche decisamente peggio. Bello, molto bello. E qual è la soluzione secondo Letta? A giudicare dallo stesso articolo dell’ "Espresso" la panacea sarebbe "trovare immediatamente convergenze con l’UDC". EVVAI!
Allora non era un’impressione. Letta non vuole proprio crederci che Casini sia di centrodestra. O forse lo sto sottovalutando. Letta sa benissimo che Casini non è di sinistra, ma semplicemente neanche il PD lo è. O ancora meglio: non aspira ad esserlo. Dialogo di qui, dialogo di là, slogan, fasi fatte, idee poco più che zero e che arrivano sempre dai soliti "tecnici" di partito (che purtroppo non si fila nessuno) servivano a farci capire questo. Il Partito Democratico non è di sinistra. Ma non "comunista" o "bolscevico", men che meno socialista, socialdemocratico o social-liberale… non è proprio di sinistra. A livello dei democratici americani, meno dei laburisti inglesi. Sono proprio felice di averlo capito, grazie Enrico!

P.s.=spero proprio che le convergenze con Casini non si trovino. Già il PD così è tutto tranne che laico, immagino "convergendo" cosa potrebbe succedere. Brrr, che paura. Meglio non pensarci. Di buono c’è che a sinistra del partito veltroniano stanno ancora peggio, oltre la soglia del ridicolo. E a differenza degli ex ulivisti loro sono felici nella loro deficiente beatitudine.

Elezioni Politiche 2008 – Ma che bel macello

E anche questa è passata. Ci toccano cinque anni di Berlusconi, se ci va bene e non diventano 12 con la sua eventuale e a tratti probabile elezione a Presidente della Repubblica.
Durante questi (pochi) mesi di campagna elettorale qualcuno ha creduto, sperato, pensato che la destra avesse potuto perdere. I più smaliziati nei loro più rosei sogni e nelle loro più ardite congetture si sono limitati a sperare che almeno al senato la sinistra riuscisse a perdere con onore, finendo così col poter dare un minimo di battaglia parlamentare. Nulla di tutto questo è accaduto. Berlusconi e la sua armata di post-fascisti, clericali da copertina, qualunquisti, ignorantoni e soprattutto settentrionali scontenti (giustamente?) ha stravinto su tutta la linea, annientando "i comunisti", annichilendo il socialismo e liquidando il Partito Democratico senza alcuno sforzo. L’unico colpo a vuoto per l’ex Casa delle Libertà è la crescita dell’Italia dei Valori di Di Pietro, che non faccio fatica a pensare diventerà il nuovo bersaglio della destra.
Il panorama politico dopo queste nuove elezioni è sensibilmente mutato e ha dimostrato come una coalizione coesa almeno all’apparenza non abbia da recriminare nulla nei confronti di una legge elettorale incredibilmente vituperata dal governo precedente, come se fosse la causa di tutti i mali. Ovviamente si poteva intuire che i problemi vengono quando non si hanno i voti e non dal sistema elettorale…
E da questo si può partire con una infinita serie di critiche alle sinistre che, essendo arrivate ad una così vistosa debacle, non hanno scuse nè appigli. Ma non tutte le formazioni allo stesso modo.
Infatti nonostante tutto si può dire che mentre la sinistra cosiddetta "radicale" ha subito un crollo inimmaginabile e perentorio, il PD ha retto. Non ha guadagnato, non ha stupito, non ha illuso, non ha fatto nulla di nuovo, ma almeno ha convinto quelli che già l’avevano votato sotto altre forme nelle passate elezioni. Questo però non rende esente da qualche colpa il Partito Democratico.
Innanzitutto l’obiettivo dichiarato di Veltroni e seguito era quello di accaparrarsi quanti più voti "centristi" (o moderati che dir si voglia) possibile, anche a scapito di perdere parte dell’appoggio dei più sinistrorsi.
L’obiettivo in questo caso si può dire completamente fallito.
Se qualche voto centrista è stato preso dalla coalizione è andato sicuramente all’Italia dei Valori di Di Pietro e non agli eredi dell’Ulivo. Invece, nonostante tutto, è stata la parte più a sinistra del Paese a votare il Partito Democratico, abbandonando la Sinistra Arcobaleno e le altre formichine della sinistra radicale. Tale risultato non può che non essere visto come un errore da parte di Veltroni: puntare tutto sul centro, rendersi "cattolici", far scappare gente come P.Odifreddi pur di tenersi buona la Binetti, sono state operazioni che non hanno avuto alcun riscontro pratico. Dal centro non è arrivato nulla di nulla. Forse puntando poco di più a sinistra (e intendo veramente poco, anche solo di facciata, anche solo un accenno) avrebbe portato ancora più voti. Dico questo perchè è palese che gli elettori di sinistra in questa tornata elettorale non avevano alcuna voglia di votare SA e partitucoli vari. Un PD poco meno clericale (insisto col dire che quel poco va inteso "ai minimi termini) probabilmente avrebbe ancor di più ammazzato i partiti alla propria sinistra, recuperando ancora qualche punto percentuale. Sarebbe stato poco ed inutile ai fini del risultato finale ma, fatemelo dire, almeno avrei saputo chi votare. E come me tanti che cercavano disperatamente una sinistra.
Ebbene sì, la ricerca era disperata.
Il PD infatti come già ribadito ha puntato solo al centro, trascurandoCI in lungo e in largo, ma la sinistra ormai extraparlamentare non ha sicuramente attirato nessuno di quelli che si sentivano "persi" dalla mancanza di un partito dichiaratamente di sinistra come lo erano i DS.
Queste sinistre fuori dall’Ulivo hanno mostrato tutte le loro pecche e anche di più: sono partiti che vivono quando va bene negli anni ’50 del secolo scorso, quando va male sono rimaste alla seconda metà del 1800; sono partiti che non hanno la più pallida idea di cosa interessi alla gente, a qualsiasi fascia della gente, non solo a quella "folla manzoniana" che tanto a sinistra piace vituperare (il più delle volte giustificatamente); sono partiti che hanno perso ogni pragmaticitià, ogni capacità di proporre praticamente qualcosa. Sono buoni solo a protestare, a dire di no, a chiedere (o sarebbe meglio dire "esigere", visto l’atteggiamento) provvedimenti irrealizzabili, utopici, strampalati o semplicemente stupidi. L’adeguamento dei salari all’inflazione (che una volta si chiamava "scala mobile") è uno degli esempi di questa politica suicida: è un provvedimento che è stato già in vigore in Italia (e non solo) per lunghi anni e che non ha mai portato a nulla di buono, ma anzi ha creato il famoso "circolo vizioso" che ha portato l’Italia degli anni ’80 ad avere inflazioni degne dei paesi del Sud America, nonchè un debito pubblico che sarà la nostra croce ancora per decenni. E tale disastro veniva proposto questi mesi come la panacea alla famosa sindrome "dell’ultima settimana del mese"…Qui non si sfiora il ridicolo, lo si sorpassa tutto. Infatti la gente di sinistra ha preferito votare Veltroni che quest’accozzaglia di immonde proposte e insopportabili veti a qualsiasi voce di nuova legge.
La Sinistra radicale ha perso due delle sue componenti: la gente convintamente di sinistra, borghese, laureata, acculturata, informata e onesta, che non ha potuto riconoscersi in queste bislacche formazioni di nostalgici; e la base, la famosa base, composta storicamente dai ceti meno abbienti, contadini e operai, che più dell’ultima settimana del mese hanno avuto a cuore altre questioni, prima fra tutte la sicurezza.
La Sinistra radicale è risultata insomma formata e votata da studenti accannati perennemente fuoricorso, pacifisti e internazionalisti vari che vivrebbero in pace nel mondo mangiando prodotti equosolidali e godendo del sole e delle nuvole, convinti che a tutti bastino queste poche cose (e convinti che solo a destra siano consumisti), nostalgici dei regimi comunisti (che non mancano mai) e inguaribili utopisti, forse gli unici da salvare in mezzo a tanta idiozia e deficienza.
Un quadro assolutamente desolante. Un quadro che ha portato alla scomparsa dal nostro Parlamento di ogni forma di socialismo e comunismo.
A me, e a molti altri, dispiace tanto, tantissimo però… sì ci sono ancora dei però.
A sentire ieri i programmi elettorali c’è stato veramente da INCAZZARSI a morte, come vipere disturbate durante la digestione.
Subito dopo gli Exit Poll e le prime proiezioni i rappresentanti della Sinistra Arcobaleno hanno solo saputo dire "non possono essere questi i risultati reali, aspettiamo a parlare, sicuramente recupereremo" con una supponenza tale da aver fatto sperare un pò a chiunque che gli andasse peggio di come sembrava (e così è stato…). Subito dopo le proiezioni più sensate e i primi dati certi c’è stata la gara degli stessi rappresentanti a gettare più fango e cattiverie possibile sul Partito Democratico. Una litania inguardabile ed insopportabile, una serie di piagnistei degni di una classe d’asilo formata esclusivamente da bambini viziati.
"Noi siamo scomparsi, ma il partito democratico non è andato bene. Ah-Ah!"
"Il Partito Democratico non ha fatto la campagna per noi di sinistra, ma per loro stessi"
"Il Partito Democratico ci ha fregato i voti"
"Walter Veltroni pagherà per quello che ha fatto"
"La gente non ci ha capito"
"La gente non capisce quello che diciamo perchè è stupida"
Idiozie.
Ovviamente il PD, come qualsiasi altro partito, fa campagna per se stesso. E non ruba voti, li prende. Veltroni si trova attualmenta a capo dell’unica sinistra parlamentare d’Italia e se Berlusconi durerà 5 anni è probabile che stabilizzi ancora di più la sua leadership, togliendo anche quel poco che rimane ai piagnoni della SA.
Quanto ai commenti sulla gente sono peggio dei peggiori piagnistei berlusconiani del "non ci hanno dato modo di dire quel che abbiamo fatto" di due anni fa.
Ma non finisce qui.
Se c’era da incavolarsi per i commenti a caldo, quelli a freddo dei militanti, della base sono addirittura peggio. In varie mailing list ho letto dei deliri incredibili, dei commenti da far accapponare la pelle. Mi chiedo come sia possibile che io li abbia votati nelle precedenti elezioni ed abbia avuto voglia di farlo alle ultime: mi sono trovato davanti, infatti, una mandria di asini, incapaci di capire quel che è successo, pieni di astio contro la sinistra (non sia mai che se la prendano con la destra… cascasse il cielo ma a sinistra il problema è sempre l’ "altra" sinistra…), convinti che il loro errore sia stato quello di "unirsi" (5 partiti di sinistra radicale, chiamala unità…) e di voler governare, mentre sarebbe stato meglio estremizzarsi ancora di più e rinunciare al governo…
A parte l’evidente paradosso del "dovevamo essere meno governativi"… Per fare che? Per entrare nel Parlamento. Insomma "dovevamo essere meno parlamentari per essere più presenti in parlamento". Un vero e proprio delirio. Sei felice di poter essere estremista quanto ti pare e non dover arrivare a compromessi? Ottimo, sii felice anche di stare fuori dal parlamento, allora.
Soprattutto non ti far venire in mente, neanche per sbaglio, che sarebbe stato incredibilmente meglio formare un più grande partito di sinistra, abbandonando non solo falce e martello, ma anche stupidaggini di 50 anni fa, seguendo VERAMENTE la strada di Zapatero e non solo per sentito dire. Magari coinvolgendo anche i socialisti (nemici storici anche loro, ovviamente), per formare quel partito che manca all’Italia dall’avvento di Craxi in poi…
Sono sconcertato. Io convintamente di sinistra sono finito a votare Di Pietro, quello che i miei amici e conoscenti chiamano "lo Sbirro" quando va bene, se non con epiteti ben più pesanti. E per quale motivo è tanto odiato (sia da destra che sinistra, stranamente…)? Perchè il simpatico ex magistrato porta avanti una campagna sulla sicurezza (tema di destra, anatema!), una campagna sulle grandi opere ("Perchè usare tutto quel cemento? Ho letto su un blog venezuelano che si possono fare delle ottime tende in canapa, si vive bene lo stesso…" commento immaginario), una campagna sulla riforma dell’amministrazione pubblica (oh santo cielo, ma perchè interessarsi di questi temi quando c’è la guerra in Iraq da fermare, il mondo da salvare, l’universo da esplorare…), insomma delle campagne "umane". Invece la campagna tipica della sinistra radicale è "porteremo il socialismo reale in questo Paese entro venerdì all’ora di cena, e se non ci riuscissimo sarebbe comunque colpa vostra…".
Idioti.
In tutto questo, per non essere troppo simile a loro, aggiungo anche che Berlusconi è IL male, che questi 5 anni se tutto va bene distruggeranno l’Italia come già è successo durante il precedente lustro libertario, che la Lega all’8% (e al 20% al nord) è qualcosa di assurdamente reale e disastroso, che in Sicilia comanda la mafia e neanche candidando Garibaldi la sinistra potrà mai ottenere qualcosa, che insomma siamo nel guano. Buona nuotata!