I Migliori – La squadra della mutua 4-0
Nulla da dire, la Spagna ci ha surclassato mentalmente, fisicamente e tecnicamente ed ha meritato di gran lunga la vittoria. Siamo i secondi dietro una squadra fortissima che resterà nel gioco del calcio. Unico piccolo rammarico il non essercela potuta giocare alla pari almeno a livello fisico. O quantomeno 11 contro 11 per la partita intera. Ricordiamo che nel girone li abbiamo fermati sull’1-1, e che solo poco tempo fa in amichevole li battevamo 2-1 grazie ad un Giuseppe Rossi (stroncato a casa da due infortuni gravissimi) ed un Cassano (arrivato all’Europeo dopo un ictus…) in forma decente. Di più, nelle condizioni odierne, non si poteva fare.
Ah, un’ultima cosa: c’era un rigore nettissimo contro di noi, potevano essere cinque, ed è forse uno dei pochissimi errori degli arbitri in questo Europeo. Un applauso a loro e a Collina che dimostra di saper anche gestire i suoi colleghi in maniera perfetta.

Pagelle:

Buffon, 6,5: nessuna colpa sui gol e una buona parata all’inizio della partita su Fabregas. Ci teneva, gli è andata male.

Abate, 6: affronta Iniesta e lo tiene benino, non facendolo arrivare al tiro. Sull’azione del gol di Jordi Alba sbaglia a tenere l’uomo più alto invece che inseguire il terzino spagnolo. Poi continua a fare il suo per quanto possibile, nonostante una condizione fisica precaria.

Barzagli, 6: tenere i piccoletti, come detto, per lui è dura. Non lo fa male, alla fine molla gli ormeggi, ma meno di altri.

Bonucci, 5,5: alterna buone chiusure in contrasto a brutte impostazioni. Quando ha la palla tra i piedi e lento e per nulla lucido. Impaurito dagli spagnoli, alla fine non se la cava malissimo e non ha grandi colpe.

Chiellini, 4: la colpa va condivisa con Prandelli. Se uno è rotto, è rotto; non può stare in campo e nel poco che gioca sbaglia tutto il possibile, rivelandosi anche il maggior colpevole nell’azione del primo gol.

Marchisio, 4: fa numero in difesa, ma nulla di più. Forse è spompato, sicuramente è assente. Nel secondo tempo scompare totalmente dal campo, ed è il primo ad abbandonare anche mentalmente la partita.

Pirlo, 6: fa quel che può, ma non può predicare nel deserto contro una squadra che se prende palla non la perde più. Va a contrastare perfino in difesa, segno che è uno dei pochi a volersela giocare anche quando è diventata palesemente ingiocabile.

De Rossi, 6,5: sbaglia qualche passaggio di troppo, ma è l’unico che mette una pezza ovunque serva. In fase difensiva è strepitoso, ed imposta pure qualche degna azione d’attacco. Nel secondo tempo gioca praticamente da solo.

Montolivo, 5,5: un gran tiro, qualche contrasto, pochissimo fraseggio. Imbambolato tra gli spagnoli, esce ingiustamente nel secondo tempo in un cambio che non aveva troppo senso.

Cassano, 6: nel primo di tre tiri nello specchio fatti dall’Italia, due li fa lui; uno pericoloso, l’altro meno. Si muove poco ed è controllato benissimo, ma alla fine se c’è uno spazio lo trova solo lui. Esce in precarie condizioni fisiche.

Balotelli, 4,5: al centro Piqué e Sergio Ramos lo sovrastano senza troppi problemi, costringendolo a girare al largo dove però paga una notevole differenza di velocità sia con Arbeloa che con Jordi Alba. In più è sempre macchinoso e lezioso ogni volta che ha la palla tra i piedi, benché bisogna dire che i compagni lo aiutino poco e nulla. Nel secondo tempo non molla come qualche suo compagno, torna indietro a contrastare e occupare spazio, ma è comunque imbarazzante per quel che combina in avanti.
Sostituzioni:

Balzaretti, 6: fra i più in forma dei nostri in quest’europeo, avrebbe meritato il posto da titolare anche con un Chiellini integro. Figuriamoci con un Chiellini rotto, e fuori ruolo sulla sinistra. Poi si rompe anche lui, e finisce definitivamente la festa.

Di Natale, 6,5: entra, ha due palle giocabili e le trasforma in due tiri pericolosi. Il primo di testa fra due difensori alti più di un metro e novanta, lui che è basso un metro e un tosolo. Il secondo in buona torsione vicino l’area piccola. Corre per tutto il tempo, nonostante il punteggio contro l’Italia si facesse sempre più pesante. Era la sua ultima occasione per un titolo con la Nazionale, è finita con un secondo posto.

Thiago Motta, s.v.: entra ed esce rotto.

Allenatore.

Prandelli 3 (per la partita), 9 (per tutto il resto): decide di giocarsela alla pari con gli spagnoli, e sbaglia clamorosamente. Sul palleggio gli iberici ci surclassano e sulla velocità ci doppiano. La prima partita doveva insegnargli qualcosa, contro una squadra così il 5-3-2 avrebbe dato qualche sicurezza in più. Pecca di troppo coraggio e un po’ di presuntuosità. Stavamo comunque giocando contro il campione europeo e mondiale in carica, e non per caso.
Pecca anche di troppa riconoscenza nei giocatori che l’hanno portato in finale: Abate era rotto, Chiellini era rotto, Pirlo spompato, Marchisio senza forze, De Rossi spremuto, Cassano con i suoi ovvi problemi. Sostituirli tutti sarebbe stata una pazzia, ma vedere subito in campo Balzaretti, Maggio ed un centrocampista più fresco al posto di Marchisio non sarebbe stata una cattivissima idea. E’ vero che è “senno del poi”, ma che i giocatori sono al limite della morte fisica se ne dovrebbe accorgere prima l’allenatore che gli spettatori…
Le tre sostituzioni in corso d’opera, finite già al decimo del secondo tempo, sono un’assurdità.
Comunque era una squadra su cui nessuno puntava un euro, ed è arrivata in finale per merito di una superlativa gestione del gruppo e delle buone convocazioni. Una partita, anche se la finale, si può sbagliare.

Germania – Italia 1-2

Ne potevamo fare di più, ne potevamo prendere di più. Non conta, a livello di gioco abbiamo ancora una volta SURCLASSATO i tedeschi. Tattica, tecnica, classe, esperienza: prego, ripassare tra due anni e ritentare di nuovo; magari sarete più fortunati (ma anche no).

La Germania faceva paurROTFL! LI BATTIAMO SEMPRE.

Nota: il rigore non c’era, in compenso il campo era cosparso di vaselina. Meglio per i tedeschi (igh igh igh).

 

Buffon, 8: para, eccome se para. Solo una volta si fa aiutare da Pirlo, ma comunque para.

Balzaretti, 6: fuori posizione, sul piede sbagliato, non può fare chissà che. In difesa è attento, anche se nei primi minuti rimane un po’ troppo avanti. Nel finale fa due diagonali da antologia, che Sacchi gli bacerebbe gli scarpini.

Barzagli, 8: Gomez è il giocatore perfetto per essere marcato da lui. Mettergli un centravanti fisico contro significa fargli un piacere. Nel secondo tempo gli capitano invece tutti i nanetti, che però gli girano bene al largo.

Bonucci, 7: sporca tutte le palle che gli capitano nei pressi, ed esce bene a chiudere sulle cappellate di Chiellini. Di testa si rivela insuperabile e su Klose, il cliente peggiore che possa capitare ad un difensore longilineo, non sbaglia nulla.

Chiellini, 6: sufficiente solo perché sul contrasto è sempre fra i migliori, ma anche come terzino rivela che il suo senso della posizione è pessimo, così come la scelta di tempo. Dalle sue parti Boateng avanza e fa quasi quel che vuole. Nel secondo tempo Reus parte umiliandolo, poi il nasone nazionale cresce parecchio, in concomitanza con la fine del fiato. Quando non si può muovere, tiene posizione e non sbaglia più.

Marchisio, 6: il peggiore in campo per l’Italia del primo tempo, troppa confusione e poco supporto ai reparti. Dopo le corse infinite con l’Inghilterra forse è un po’ in debito d’ossigeno e di lucidità. Nella ripresa sale su di giri e soprattutto in copertura non sbaglia molto. Sul suo voto pesa tantissimo l’egoismo dell’occasione sprecata col suo tiro, quando Di Natale per ben due volte, e per lunghi secondi, si era smarcato liberissimo davanti la porta.

Pirlo, 7,5: crea, scherza, irride e si permette anche di parare un pallone in porta. Che deve farvi di più, pulirvi casa? Alla fine non ce la fa più col fisico, probabilmente perché v’ha pulito anche casa.

De Rossi, 10: dove c’è un buco, c’è lui. Gioca come interno, come mediano, come ala sinistra e come terzino sinistro quando Chiellini va in bambola (una volta ogni 2 azioni, in pratica). E’ spiritato ed in trance agonistica.

Montolivo, 7,5: OMMIODDIO, Montolivo che corre, contrasta, fa fallo, prova il tiro da lontano e cerca un assist difficile senza paura di quel che potrebbe succedere in caso d’errore. La sua migliore partita di sempre in nazionale, e forse non solo in nazionale.

Cassano, 7,5: tocca mezza dozzina di palloni, ne tira fuori un assist riuscito, due assist buttati al vento dai compagni, un gran tiro in porta da lontano. Tecnicamente è fuori dalla portate di qualsiasi tedesco. Ozil sarà anche il trequartista titolare del Real Madrid, ma i piedi di Fantantonio sono di un altro livello.

Balotelli, 8: due gol in un tempo contro la Germania, favorita per la vittoria finale. Serve altro? Prende un’ammonizione stupida, ma recupera ampiamente quando per ben due volte va a contrastare dietro la linea di centrocampo. In avanti fa a sportellate con i lungagnoni tedeschi, che reggono nel fisico, ma non nella potenza e soprattutto nella tecnica. Ne impegna sempre almeno due.

Sostituzioni:

Diamanti, 6: non di più perché è poco incisivo, ma quando e dove serve c’è. L’agonismo ce lo mette, la corsa pure, prova anche a turlupinare Neuer con un pallonettone da centrocampo. Ruota di scorta di lusso.

Di Natale, 6: lui c’era, la posizione in avanti ha dato non poco fastidio ai lungagnoni della difesa teutonica. Di suo ci mette un equilibrio approssimativo (peraltro condiviso coi compagni), ma di certo l’occasione migliore la perde per colpa di un troppo egoista Marchisio.

Thiago Motta, 6: per ora, la sua migliore partita. Dietro c’è, ed è anche fra i meno disordinati. Fa anche sentire il fisico quando serve, ed essendo più fresco fa ripartire l’azione più lucidamente di altri. Dimostra di essere una riserva affidabile, ma una riserva.

 

Italia – Inghilterra 0-0 (4-2 ai rigori)

 

Poche considerazioni:

1) dovevamo vincere 3-0, quantomeno;

2) l’Inghilterra, nonostante buoni giocatori (Rooney, Gerrard e Terry sono campioni, Cole, Walcott, Young, Lescott e Carroll sono sicuramente di buon livello, gli altri scesi in campo non sono certamente scarsi), si è rivelata praticamente nulla. Ci ha messo in difficoltà pochissime volte, e solo sfruttando la velocità dei suoi ventenni di colore. Per il resto il niente fatto squadra. Bene ha fatto Capello a lasciarli, benissimo Hodgson a farli giocare in UNDICI dietro la linea del pallone. Anzi, dietro la propria trequarti…

3) i giocatori italiani, ed il nostro campionato in generale, sono sovrastimati e sottovalutati. Una nazionale poco più che mediocre come quella di quest’anno ha comunque e decisamente enormi risorse in più alle squadre di medio livello. E, come dimostrato con la Spagna, risorse pari alle squadre di alto livello.

4) se questa sera ci fosse stato un attaccante “alla Inzaghi” in campo avremmo vinto 4-0. Lo affermo con sicurezza stentorea ed irrevocabile.

Le pagelle:

Buffon, 7,5: la parata all’inizio del primo tempo è oro puro. Riflessi così, alla sua età ce li hanno in pochi. Enorme. Para pure un rigore, cosa più unica che rara nella sua carriera.

Balzaretti, 7: costantemente libero ed ignorato dagli avversari, va a cercarsi una posizione molto defilata e “strana”, tanto da essere spesso ignorato anche dai compagni. Quando prende palla sa quel che farci, e si rivela ancora una volta più ala che difensore. Grandissimo anche nel secondo tempo e non smette di giocare bene, anche se esaurito. Immola anche la faccia pur di fermare un’azione inglese.

Bonucci, 7: per una volta, il migliore dei due centrali. Il livello basso degli avversari lo agevola, ma lui in effetti non sbaglia nulla, chiunque gli capiti da marcare.

Barzagli, 6,5: tanti errori ed estrema sofferenza per una decina di minuti nel primo tempo sugli affondi di Rooney. Soffre i brevilinei e la velocità in maniera forse eccessiva ma i suoi errori, stranamente, per una volta sembrano anche di posizione. Nel secondo tempo, allontanato Rooney e messo su Carroll, torna a giocare su ottimi livelli.

Abate, 7: in difesa si divide tra Young, il suo uomo, e Rooney, spesso fuori posizione nella seconda parte del primo tempo. Non sbaglia praticamente nulla, ma quando supera il centrocampo si conferma estremamente titubante e poco incisivo, nonostante gli avversari non siano certo arrembanti o pericolosi. Nel secondo tempo va anche avanti, e mette dentro qualche cross pericoloso. Esce per vistosi problemi muscolari.

De Rossi, 8: lotta con tutto e tutti, prende un palo svirgolando un pallone dalla trequarti, chiude tutti gli spazi. Sembra imprescindibile e quando esce si teme un po’ per la tenuta del centrocampo. Va tutto bene, ma speriamo comunque che torni bello pimpante per i tedeschi.

Pirlo, 7,5: meno cercato dai compagni del solito, sembra un po’ stanco. Non si propone e mai e spesso si limita a stare davanti alla difesa o addirittura quasi al livello di quest’ultima. Nonostante questo due dei suoi lanci nel primo tempo trovano liberissimo Balotelli e portano a due buone occasioni. Nel secondo tempo limita ancora il gioco d’attacco, ma torna a portare per mano la squadra. Un voto in più per il cucchiaio, ma ancora di più per il suo primo, mezzo accennato, sorriso.

Marchisio, 7,5: meno “visibile” rispetto alle prime tre partite, è in realtà estremamente più utile in questa. Non sbaglia mezza posizione in campo e vince anche tutti i contrasti con gli avversari diretti. Si permette di far scorrere buone palle in avanti. L’unica pecca è non essersi proposto al tiro: con l’Inghilterra così schiacciata la sua capacità balistica sarebbe stata abbastanza utile. Comunque l’ultimo a smettere di correre.

Montolivo, 6,5: tecnicamente una spanna sopra tutti,  tatticamente sa il fatto suo. Sta dove deve stare e va dove deve andare. Ma fa tutto questo senza convinzione e agonismo, risultando troppo molle contro gli undici difensori inglesi del primo tempo, benché in un paio di occasioni offra gran palle in avanti. Anche lui potrebbe provare più spesso il tiro da fuori.
Nel secondo tempo, con la nullità assoluta degli inglesi, lui continua a giocare di posizione, dando tantissimo fiato alla squadra e aprendo, per quanto possibile, qualche spazio. Ma ancora niente tiri.
Sbaglia anche il rigore, e per questo niente 7.

Cassano, 6,5: si muove meno che nelle prime partite ed è guardato a vista da almeno tre giocatori, tutti più veloci e reattivi di lui. Riesce comunque a trovare per ben tre volte il tiro da lontano, nonché un ottimo assist di testa sprecato dal suo compagno d’attacco. Ci riprova ancora nel secondo tempo, prima di uscire spompato come al solito. Forse poteva essere la partita di un fringuello come Di Natale.

Balotelli, 7: c’è, si muove bene e si fa trovare, ma sbaglia troppo. Di nuovo lento in un’occasione, troppo poco convinto in altri due tentativi d’attacco. Altre volte è impreciso. Nonostante tutto bisogna dire che è stato di gran lunga il più pericoloso in campo, ed i tentativi sono stati quasi sempre di pregevole fattura. In più mette anche il rigore in maniera perfetta. Va bene così.

Sostituzioni.

Nocerino, 7: Un gol annullato, un’occasione, un rigore messo con assoluta sicurezza (nonostante lui rimanga un’incontrista), De Rossi supplito alla perfezione. Per il poco che ha giocato non gli si può chiedere proprio nulla di più.

Diamanti, 7: un palo non voluto, il rigore decisivo buttato dentro in simpatia, gran movimento in campo e un sinistro spettacolare che disegna assurde traiettorie. Regala quella confusione che potrebbe scardinare gli undici avversari, e per poco non riesce nell’obiettivo. Poco male, la vittoria finale porta comunque il suo marchio.

Maggio, 6,5: parte molto titubante ed approssimativo, finisce arrembante ed incattivito. Squalificato, potrebbe essere un grosso problema per la prossima partita se Abate dovesse aver avuto più che un affaticamento.

Italia – Irlanda 2-0

E tutto va / come deve andare / o per lo meno così dicono… (cit.)

Passiamo il turno senza gloria e senza infamia. La Spagna fa il suo mestiere (e si prende il primo, meritato, posto), la Croazia esce come è giusto per quanto dimostrato in campo. L’Irlanda, nonostante tutto, riesce a prenderne due anche da noi, finendo peraltro in dieci.

Una partita totalmente giocata sul piano fisico, sul contrasto e sulle palle alte, sui lancioni lunghi e sulla velocità delle ali. Trapattoni docet, ma non basta: troppo poco contro una Nazionale italiana che, seppur modesta, ha almeno cinque-sei giocatori che da singoli hanno più qualità che tutta la nazione irlandese messa assieme, calciatori e non.

Probabilmente il nostro calcio non meritava, per i comportamenti ben noti ed altrove esposti, un risultato simile; benché sul piano del calcio giocato il risultato non fa una piega. Anzi, per quanto fatto contro Spagna e Croazia potremmo anche recriminare qualcosa.

Nel prossimo turno ci aspettano Francia, Inghilterra o Ucraina, in ordine di probabilità: in ogni caso avversari abbordabili e sfide interessanti. La Francia è per questo scorcio di esistenza il nostro nemico storico; l’Inghilterra di Hodgson e del fu Capello non ha mai deluso a livello di furore agonistico; l’Ucraina è la padrona di casa, trascinata per ora da un grande ex del nostro calcio, e ci ha lanciato sei anni fa alla conquista di un mondiale…

Chiunque capiterà rappresenterà una bella sfida e si spera una partita migliore da vedere delle ultime due…

Buffon, 6: mai chiamato in causa sul serio, se non dopo una manciata di secondi. Non sicurissimo come nelle altre partite, fa comunque il suo a livello mentale. Urla, strepita, richiama e si becca pure un’ammonizione.

Abate, 6,5: si muove molto e a differenza di Maggio lo fa con costrutto. E’ uno dei pochi giocatori che si fa trovare quasi sempre libero per il passaggio. In difesa non sbaglia nulla, nonostante i clienti più difficili, Duff e McGeady, capitino proprio a lui. Sul finire di primo tempo in tackle scivolato fa un omaggio a Maldini: non è cosa sua, ma ogni tanto fa piacere vedere che difensori si può diventare. Nel secondo tempo smette di salire, e quando lo fa non viene mai servito. Comunque positivo.

Barzagli, 6: impreciso, ma sicuro. Non sbaglia mai la posizione, evitando quindi pericoli per Buffon. Guida bene Chiellini, che poi è la cosa più importante. Coi piedi semplicemente non sa fare nulla, ma va bene così.

Chiellini, 6: è la sua partita, può finalmente fare a sportellate con giocatori tecnicamente inesistenti e fieri di andare a sbattere contro gli avversari. Non può chiedere di meglio. Esce per un infortunio, mettendo paura a tutt’Italia.

Balzaretti, 7: in difesa, come è ovvio, surclassa le prestazioni di Giaccherini; ma stranamente anche in avanti sembra rendere di più, posizionandosi di fatto come ala avanzata. Ci mette anche un gran fisico, che chiude la fascia agli irlandesi. Per un attimo, nel primo tempo, si scorda di giocare a calcio ed in onore allo sport nazionale degli avversari “placca” platealmente un giocatore. Non cala alla distanza, e probabilmente si guadagna un posto da titolare per la prossima partita.

De Rossi, 6,5: nel primo tempo è indolente, un po’ fermo, ma bravo ad essere nel posto giusto quando serve. Chiude le linee di passaggio e si propone in avanti, anche se defilato, un paio di volte. Arriva anche al tiro. Il peggior De Rossi è comunque un centrocampista utile. Certo che in difesa aveva fatto ben altre partite. Nel secondo tempo cresce incredibilmente, diventando di gran lunga il nostro miglior centrocampista, se non proprio il miglior giocatore in campo. Tanta grinta e carattere, in una partita così i nervi sono fondamentali.

Pirlo, 6,5: gioca la solita quantità infinita di palloni, ma produce meno di quel che ci si può aspettare, soprattutto per la mollezza dei compagni. Resta comunque il faro di tutte le squadre dove gli capita di giocare. Nel secondo tempo va un po’ in bambola, probabilmente in grosso debito d’ossigeno. Ha pur sempre 33 anni, ed ha giocato tre partite intere (e nervose) in una decina di giorni.

Marchisio, 6,5: ogni tanto si infiamma, ma per la maggior parte del primo tempo si ritrova un po’ fuori dal gioco, legato più all’iniziativa individuale che alla coralità (inesistente) del gioco azzurro. A differenza delle partite precedenti non va al tiro. Un po’ in sofferenza e più titubante rispetto alle prime uscite. Nel secondo tempo si prodiga a coprire gli spazi, e questo gli vale mezzo voto in più.

Thiago Motta, 5,5: qualche pallone in più lo tocca, rispetto alle altre due partite. Non è certo abbastanza per la sufficienza, anche considerato il fatto che non riesce mai in un inserimento che porti quantomeno ad un tiro, e questo dovrebbe essere il suo obiettivo. Anche spostato a centrocampo, non sembra aggiungere nulla alla nazionale. Può fare molto meglio.

Cassano 6,5: è l’attaccante italiano con i migliori piedi, di gran lunga. Ogni suo passaggio arriva a destinazione o quasi. In più si prodiga parecchio, spostandosi continuamente di posizione, sia sulle fasce, sia al centro. Non arretra e rimane a fare da punto di riferimento in avanti. Segna un gol di testa contro una difesa di tipo anglosassone, ed è un nano. Non so come si possa criticare: finché gli reggono le gambe, è insostituibile.

Di Natale 5,5: qualcosa fa, ma finire 45 minuti senza un tiro, contro l’Irlanda, non è da attaccante della nazionale italiana, chiunque esso sia. Si propone poco e viene servito ancora meno. Nella parte di secondo tempo in cui è in campo fa qualcosa in più, arrivando due volte ad essere vagamente pericoloso. Esce quando proprio non ne ha più. Non può fare reparto da solo, non accompagnato da Thiago Motta e Cassano.

Sostituzioni:

Bonucci, 6: entra, e l’Italia batte i denti per la tensione. Non sbaglia nulla e si diverte come Chiellini a fare a sportellate con gli irlandesi. Qualche rilancio sbilenco, ma va benissimo così. Dopo il secondo gol va a bloccareBalotelli; fosse per me, potrebbe senza problemi essere il suo ruolo ufficiale nel mondo del calcio.

Diamanti, 6,5: non è un 7 pieno solamente perché gioca solo un tempo e scompare pure per una manciata di minuti, ma per il resto fa tutto quello che deve fare e lo fa benissimo. A centrocampo insegue ogni pallone ed ogni giocatore, arrivando anche senza problemi al contrasto. La sua gamba non va mai indietro, e per un trequartista è una cosa più unica che rara. Come Cassano mette estremamente in difficoltà gli avversari a livello tecnico con una facilità impressionante. Arriva anche al tiro con una bella azione personale, ed è sempre bene in posizione nelle volte in cui l’Italia avanza. Con il 4-3-1-2 il titolare dovrebbe essere lui, almeno con avversari abbordabili.

Balotelli, 6: entra e gioca come al solito contro tutto e tutti. Fischi, falli, provocazioni: si prende di tutto e risponde con lo stesso, scurrile, linguaggio. Segna un gol splendido e Bonucci, con la mossa più utile della sua carriera di calciatore, gli va a tappare la bocca di corsa durante l’esultanza.

E ricominciamo con le pagelle, via.

Spagna – Italia 1-1

Buono l’esordio degli Azzurri ai campionati europei. La partita contro gli avversari più difficili fra quelli disponibili, e che quindi più facevano paura, finisce con un pareggio che potrebbe perfino lasciare qualche rimpianto. E’ vero che la Spagna, soprattutto negli ultimi 15 minuti, avrebbe meritato un gol per il numero di volte in cui è riuscita a trovarsi davanti la porta di Buffon, ma è anche vero che durante il primo tempo l’Italia ha tenuto molto meglio il campo, mettendo sempre in difficoltà la retroguardia delle Furie Rosse.

A livello tattico Prandelli con la difesa a tre sembra aver trovato abbastanza la quadratura del cerchio, con una rosa sicuramente non eccezionale (eufemismo per: peggio di così è difficile). L’Italia soffre per la mancanza di centravanti, di centrocampisti fisici e di difensori all’altezza, sia centrali che laterali; ha però una grande abbondanza di seconde punte e una buona quantità di centrocampisti d’inserimento e di ali. Il 3-5-2 è probabilmente il modo migliore per valorizzare il materiale umano a disposizione.

Si può guardare alle prossime partite con un po’ di ottimismo un più, benché Trapattoni potrebbe riservare amare sorprese contro una squadra così organizzata.

Buffon 7.5: Buon primo tempo, estremamente sicuro in tutto quello che fa, bravissimo nel coprire lo specchio della porta. Buone anche due rischiosissime uscite al limite dell’area. Nel secondo tempo sale ancora di livello con interventi strepitosi, fra cui una chiusura da difensore puro su Torres.

Bonucci 6: fa muro davanti alla porta, non partecipa alla costruzione del gioco, ma è sempre presente nella distruzione di quello altrui. Bene così, la difesa a tre gli giova parecchio e gli permette di non rendere troppo visibili le pecche di cui tutti sanno. Nel secondo tempo il suo lato viene meno battuto dagli spagnoli, sempre per la sua felicità.

De Rossi 8,5: intendiamoci, non è un grande difensore e non è proprio un difensore. Ma l’abnegazione dimostrata nel primo tempo per fare quello che gli è stato chiesto, vale sicuramente un voto altissimo. Non marca benissimo, ma chiude gli spazi in maniera egregia, “leggendo” bene le azioni e non sbagliando praticamente mai i tempi di intervento. Rimane bloccato dietro e più di una volta salva e sbroglia situazioni estremamente pericolose. Nel secondo tempo cresce ancora: si perde Fabregas sul gol (ma c’è da dire che l’azione è quasi allo stato dell’arte, merito degli attaccanti più che demerito dei difensori), ma per il resto non sbaglia nulla e sembra anche capace di “comandare” i compagni a non ammucchiarsi come nel primo tempo. Sinceramente una grande scelta di Prandelli.

Chiellini 6,5: con De Rossi a coprire gli spazi ed organizzare, lui è finalmente libero di fare quel che gli piace di più. Contrastare, contrastare, contrastare e sporcare tutti i palloni che passano dalle sue parti. Mostra una sicurezza che da centrale puro non riesce mai ad avere, così come per Bonucci lo schema lo aiuta tantissimo. Nel secondo tempo non riesce più a tenere il ritmo degli avversari, soprattutto a causa dell’ingresso del velocissimo e ficcante Jesus Navas. Nonostante questo dimostra di essere un grande stopper, che può dire il suo in qualsiasi difesa che abbia qualche giocatore “di cervello”. È un peccato non averlo mai visto giocare con Nesta.

Maggio 5,5: corre tantissimo, sicuramente più di tutti i compagni, ma è l’unico lato positivo della sua prestazione. Per il resto sbaglia tutto ciò che si può sbagliare, dimostrando una tecnica quantomeno approssimativa. In difesa se la cava quando c’è da far numero, ma gli spagnoli in generale sembrano metterlo KO su tutto il profili tecnici. Anche tatticamente non sembra del tutto a suo agio, nonostante giochi nel ruolo a lui più congeniale. Gli avversari sembrano poterlo mandare dove vogliono, ed il fatto che lui ci metta mezz’ora a stoppare ogni pallone, peraltro allungandoselo malamente, non lo aiuta ad essere incisivo.

Marchisio 6: non particolarmente brillante, azzecca un gran tiro nel primo tempo che meritava miglior sorte. In attacco si vede raramente, benché i suoi inserimenti a volte diano parecchio fastidio all’inefficace tattica iberica. In interdizione a centrocampo fa il suo, coprendo bene lo spazio a lui assegnato. Quando la palla arriva più indietro, invece, dimostra di non sapere marcar stretto l’avversario. Considerando però che ha anche gli avversari peggiori sotto questo punto di vista.
Nel secondo tempo fa di nuovo un’azione offensiva grandiosa, ma non riesce a segnare in parte per un tiro fiacco, in parte per la bravura di Casillas.
Probabilmente contro un’altra squadra la sua prestazione sarebbe diventata molto più che sufficiente.

Pirlo 6: la sufficienza non la raggiunge, nel primo tempo. Lento, impacciato e fuori dal gioco, si salva da una bocciatura completa solo per l’incredibile piede di cui è dotato, che mette spesso in movimento le ali. Poco sicuro davanti alla difesa, rischia più volte di agevolare la manovra offensiva avversaria. Col passare dei minuti per fortuna la sua prestazione cresce abbastanza in qualità. Nella prima parte del secondo tempo dimostra chi è, tornando il regista più forte della storia del calcio per una ventina di minuti, con l’aggiunta di una strepitosa azione in slalom che porta Di Natale al gol.
Questo è il peggior Pirlo, ed è decisivo.

Thiago Motta 5: lacunoso in difesa e in attacco, fa più confusione che altro. Come molti, troppi compagni, è più utile a far numero che a costruire gioco razionale. Sfiora un gol di testa, dimostrando che comunque ha sempre buoni tempi di inserimento. Nel secondo tempo scompare totalmente e Prandelli lo tiene in campo fin troppo. Il peggiore.

Giaccherini 5,5: come Maggio corre molto, e tecnicamente si comporta molto meglio. Ma è confusionario e disorganizzato, non sembra seguire uno schema ma andare semplicemente avanti con la palla. Punta sempre l’uomo, anche quando non ce ne sarebbe assolutamente bisogno, con l’aggravante di non riuscirlo a saltare quasi mai. Nel secondo tempo va totalmente in bambola, ma fare il terzino ed il marcatore non può essere il suo compito. Su quella fascia manca Criscito, c’è poco da fare. Giaccherini fa quel che può.

Cassano 6,5: a sorpresa Fantantonio si dedica bene al pressing offensivo e, nonostante una notevole differenza di velocità con i giocatori avversari, fa il suo a livello tecnico, dove sembra svariate spanne superiore alla difesa spagnola. Mette più volte in difficoltà i propri marcatori, ed arriva ben tre volte al tiro. In più sembra aver imparato da Inzaghi a rimanere sulla linea del fuorigioco, impedendo spesso alla difesa iberica di stare tranquillamente sulle sue. Nel secondo tempo riprova qualche azione, dimostrandosi per altro benissimo piazzato sia nell’occasione buttata al vento da Balotelli, sia in quella finita nel gol di Di Natale. In attacco sicuramente il migliore, peccato che non regga una partita intera.

Balotelli 5: qualche buono spunto c’è, ma niente di più. Per il resto combina poco e perde tutti i contrasti aerei, costringendo la squadra a giocare esclusivamente palla a terra. Non sembra intendersi troppo bene coi compagni e benché non sia servito malissimo, non riesce praticamente mai a concludere. Rimedia una stupida ammonizione. Nel secondo tempo dimostra tutti i suoi limiti mentali, mandando a puttane un’azione peraltro creata da solo. Al di là di questo, la prestazione è negativa soprattutto a livello fisico: un giocatore con un fisico così e con la sua età deve correre il doppio e contrastare il triplo; e, possibilmente, prendere qualche pallone alto.

Sostituzioni

Di Natale 7: sta in campo neanche un tempo, segna un gol e ne sfiora un altro. Che altro dire?

Giovinco 6,5: la Formica Atomica c’è, piedi, corsa e agilità. Con gli avversari spagnoli, poco ruvidi, riesce anche a reggere fisicamente. Un grande assist purtroppo non finalizzato da Di Natale vale mezzo punto in più.

Nocerino S.V.: troppo poco, troppo tardi. Se Thiago Motta gioca così, lui merita una chance da titolare.

Allenatore, Prandelli 6,5: come detto, la scelta della difesa a tre risulta azzeccata. Conosce gli uomini a sua disposizione, ha convocato i migliori nonostante carenze in qualche tipologia di giocatore e ora deve per forza farli giocare al meglio delle loro possibilità. Non è una squadra da 4-3-1-2, non è una squadra da 4-3-3. Giusto dunque imitare Trapattoni, giusto sperare nei piedi buoni dei cinque convocati in avanti.
In questa partita forse ha peccato un po’ nelle sostituzioni: troppo veloce quella di Balotelli (magari era meglio tener fuori Cassano già spompato), troppo lenta (ma giustificata dalle due sostituzioni già effettuate) quella di Thiago Motta. Errori da poco, alla fine.
La cosa più importante è che il gruppo è sembrato esserci, e tutti hanno lavorato per tutti. Vedere Cassano andare a prendere palla sulla fascia venti metri dietro la linea di centrocampo è sintomo di un ottimo lavoro psicologico di Prandelli.