E ricominciamo con le pagelle, via.

Spagna – Italia 1-1

Buono l’esordio degli Azzurri ai campionati europei. La partita contro gli avversari più difficili fra quelli disponibili, e che quindi più facevano paura, finisce con un pareggio che potrebbe perfino lasciare qualche rimpianto. E’ vero che la Spagna, soprattutto negli ultimi 15 minuti, avrebbe meritato un gol per il numero di volte in cui è riuscita a trovarsi davanti la porta di Buffon, ma è anche vero che durante il primo tempo l’Italia ha tenuto molto meglio il campo, mettendo sempre in difficoltà la retroguardia delle Furie Rosse.

A livello tattico Prandelli con la difesa a tre sembra aver trovato abbastanza la quadratura del cerchio, con una rosa sicuramente non eccezionale (eufemismo per: peggio di così è difficile). L’Italia soffre per la mancanza di centravanti, di centrocampisti fisici e di difensori all’altezza, sia centrali che laterali; ha però una grande abbondanza di seconde punte e una buona quantità di centrocampisti d’inserimento e di ali. Il 3-5-2 è probabilmente il modo migliore per valorizzare il materiale umano a disposizione.

Si può guardare alle prossime partite con un po’ di ottimismo un più, benché Trapattoni potrebbe riservare amare sorprese contro una squadra così organizzata.

Buffon 7.5: Buon primo tempo, estremamente sicuro in tutto quello che fa, bravissimo nel coprire lo specchio della porta. Buone anche due rischiosissime uscite al limite dell’area. Nel secondo tempo sale ancora di livello con interventi strepitosi, fra cui una chiusura da difensore puro su Torres.

Bonucci 6: fa muro davanti alla porta, non partecipa alla costruzione del gioco, ma è sempre presente nella distruzione di quello altrui. Bene così, la difesa a tre gli giova parecchio e gli permette di non rendere troppo visibili le pecche di cui tutti sanno. Nel secondo tempo il suo lato viene meno battuto dagli spagnoli, sempre per la sua felicità.

De Rossi 8,5: intendiamoci, non è un grande difensore e non è proprio un difensore. Ma l’abnegazione dimostrata nel primo tempo per fare quello che gli è stato chiesto, vale sicuramente un voto altissimo. Non marca benissimo, ma chiude gli spazi in maniera egregia, “leggendo” bene le azioni e non sbagliando praticamente mai i tempi di intervento. Rimane bloccato dietro e più di una volta salva e sbroglia situazioni estremamente pericolose. Nel secondo tempo cresce ancora: si perde Fabregas sul gol (ma c’è da dire che l’azione è quasi allo stato dell’arte, merito degli attaccanti più che demerito dei difensori), ma per il resto non sbaglia nulla e sembra anche capace di “comandare” i compagni a non ammucchiarsi come nel primo tempo. Sinceramente una grande scelta di Prandelli.

Chiellini 6,5: con De Rossi a coprire gli spazi ed organizzare, lui è finalmente libero di fare quel che gli piace di più. Contrastare, contrastare, contrastare e sporcare tutti i palloni che passano dalle sue parti. Mostra una sicurezza che da centrale puro non riesce mai ad avere, così come per Bonucci lo schema lo aiuta tantissimo. Nel secondo tempo non riesce più a tenere il ritmo degli avversari, soprattutto a causa dell’ingresso del velocissimo e ficcante Jesus Navas. Nonostante questo dimostra di essere un grande stopper, che può dire il suo in qualsiasi difesa che abbia qualche giocatore “di cervello”. È un peccato non averlo mai visto giocare con Nesta.

Maggio 5,5: corre tantissimo, sicuramente più di tutti i compagni, ma è l’unico lato positivo della sua prestazione. Per il resto sbaglia tutto ciò che si può sbagliare, dimostrando una tecnica quantomeno approssimativa. In difesa se la cava quando c’è da far numero, ma gli spagnoli in generale sembrano metterlo KO su tutto il profili tecnici. Anche tatticamente non sembra del tutto a suo agio, nonostante giochi nel ruolo a lui più congeniale. Gli avversari sembrano poterlo mandare dove vogliono, ed il fatto che lui ci metta mezz’ora a stoppare ogni pallone, peraltro allungandoselo malamente, non lo aiuta ad essere incisivo.

Marchisio 6: non particolarmente brillante, azzecca un gran tiro nel primo tempo che meritava miglior sorte. In attacco si vede raramente, benché i suoi inserimenti a volte diano parecchio fastidio all’inefficace tattica iberica. In interdizione a centrocampo fa il suo, coprendo bene lo spazio a lui assegnato. Quando la palla arriva più indietro, invece, dimostra di non sapere marcar stretto l’avversario. Considerando però che ha anche gli avversari peggiori sotto questo punto di vista.
Nel secondo tempo fa di nuovo un’azione offensiva grandiosa, ma non riesce a segnare in parte per un tiro fiacco, in parte per la bravura di Casillas.
Probabilmente contro un’altra squadra la sua prestazione sarebbe diventata molto più che sufficiente.

Pirlo 6: la sufficienza non la raggiunge, nel primo tempo. Lento, impacciato e fuori dal gioco, si salva da una bocciatura completa solo per l’incredibile piede di cui è dotato, che mette spesso in movimento le ali. Poco sicuro davanti alla difesa, rischia più volte di agevolare la manovra offensiva avversaria. Col passare dei minuti per fortuna la sua prestazione cresce abbastanza in qualità. Nella prima parte del secondo tempo dimostra chi è, tornando il regista più forte della storia del calcio per una ventina di minuti, con l’aggiunta di una strepitosa azione in slalom che porta Di Natale al gol.
Questo è il peggior Pirlo, ed è decisivo.

Thiago Motta 5: lacunoso in difesa e in attacco, fa più confusione che altro. Come molti, troppi compagni, è più utile a far numero che a costruire gioco razionale. Sfiora un gol di testa, dimostrando che comunque ha sempre buoni tempi di inserimento. Nel secondo tempo scompare totalmente e Prandelli lo tiene in campo fin troppo. Il peggiore.

Giaccherini 5,5: come Maggio corre molto, e tecnicamente si comporta molto meglio. Ma è confusionario e disorganizzato, non sembra seguire uno schema ma andare semplicemente avanti con la palla. Punta sempre l’uomo, anche quando non ce ne sarebbe assolutamente bisogno, con l’aggravante di non riuscirlo a saltare quasi mai. Nel secondo tempo va totalmente in bambola, ma fare il terzino ed il marcatore non può essere il suo compito. Su quella fascia manca Criscito, c’è poco da fare. Giaccherini fa quel che può.

Cassano 6,5: a sorpresa Fantantonio si dedica bene al pressing offensivo e, nonostante una notevole differenza di velocità con i giocatori avversari, fa il suo a livello tecnico, dove sembra svariate spanne superiore alla difesa spagnola. Mette più volte in difficoltà i propri marcatori, ed arriva ben tre volte al tiro. In più sembra aver imparato da Inzaghi a rimanere sulla linea del fuorigioco, impedendo spesso alla difesa iberica di stare tranquillamente sulle sue. Nel secondo tempo riprova qualche azione, dimostrandosi per altro benissimo piazzato sia nell’occasione buttata al vento da Balotelli, sia in quella finita nel gol di Di Natale. In attacco sicuramente il migliore, peccato che non regga una partita intera.

Balotelli 5: qualche buono spunto c’è, ma niente di più. Per il resto combina poco e perde tutti i contrasti aerei, costringendo la squadra a giocare esclusivamente palla a terra. Non sembra intendersi troppo bene coi compagni e benché non sia servito malissimo, non riesce praticamente mai a concludere. Rimedia una stupida ammonizione. Nel secondo tempo dimostra tutti i suoi limiti mentali, mandando a puttane un’azione peraltro creata da solo. Al di là di questo, la prestazione è negativa soprattutto a livello fisico: un giocatore con un fisico così e con la sua età deve correre il doppio e contrastare il triplo; e, possibilmente, prendere qualche pallone alto.

Sostituzioni

Di Natale 7: sta in campo neanche un tempo, segna un gol e ne sfiora un altro. Che altro dire?

Giovinco 6,5: la Formica Atomica c’è, piedi, corsa e agilità. Con gli avversari spagnoli, poco ruvidi, riesce anche a reggere fisicamente. Un grande assist purtroppo non finalizzato da Di Natale vale mezzo punto in più.

Nocerino S.V.: troppo poco, troppo tardi. Se Thiago Motta gioca così, lui merita una chance da titolare.

Allenatore, Prandelli 6,5: come detto, la scelta della difesa a tre risulta azzeccata. Conosce gli uomini a sua disposizione, ha convocato i migliori nonostante carenze in qualche tipologia di giocatore e ora deve per forza farli giocare al meglio delle loro possibilità. Non è una squadra da 4-3-1-2, non è una squadra da 4-3-3. Giusto dunque imitare Trapattoni, giusto sperare nei piedi buoni dei cinque convocati in avanti.
In questa partita forse ha peccato un po’ nelle sostituzioni: troppo veloce quella di Balotelli (magari era meglio tener fuori Cassano già spompato), troppo lenta (ma giustificata dalle due sostituzioni già effettuate) quella di Thiago Motta. Errori da poco, alla fine.
La cosa più importante è che il gruppo è sembrato esserci, e tutti hanno lavorato per tutti. Vedere Cassano andare a prendere palla sulla fascia venti metri dietro la linea di centrocampo è sintomo di un ottimo lavoro psicologico di Prandelli.

 

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