AtinaJazz ’08, mica male…

Piccola (???) cronaca scritta per il forum http://t-class.niceboard.net

Ieri sera ho avuto l’ottima idea di andare a vedere la serata conclusiva della XXIIIesima edizione di Atinajazz, una manifestazione dedicata al jazz nel vicino piccolo comune di Atina http://it.wikipedia.org/wiki/Atina
Nonostante il prezzo relativamente altino (20 euro) per i concerti estivi, soprattutto nei dintorni (l’anno scorso ho visto Billy Cobham http://it.wikipedia.org/wiki/Billy_Cobham per 5 euro, per esempio) devo dire che la prestazione dei protagonisti è stata esaltante.

Ha aperto la serata il trio formato da Gianluca Petrella (Trombone), Antonello Salis (Tastiere) e Bobby Previte (Batteria), suonando pezzi (o per meglio dire suonando e basta, visto che non hanno avuto soluzione di continuità per un’ora, nessuna pausa fra un brano e l’altro) tratti dal loro album "Big Guns" (che mi appresterò a comprare).
Il trio, ieri spalla del più famoso "headliner" della serata, è stato a dir poco stupefacente.
Il pubblico di ieri infatti era formato da pochi appassionati e da molti curiosi attirati dalla recente fama (soprattutto televisiva) di Stefano Bollani e il genere trattato da Petrella non era propriamente alla portata di tutti, in quanto quasi tutto orientato al Free-Jazz sperimentale, inframezzato da (poca) fusion .
Nonostante ciò la loro performance ha stregato tutta la piazza. Per un’ora non si è sentita volare una mosca, dopo i primi 5 minuti di "adattamento" anche le macchine fotografiche si sono magicamente fermate (anche io ho completamente dimenticato di fare qualche foto  ). Musica allo stato puro, ipnotica, coinvolgente, profondamente sentita e perfettamente suonata ha tenuto bloccato un migliaio di persone in una sorta di trance, e sinceramente ne sono rimasto folgorato.
Il genere non è assolutamente facile, quasi sempre lo reputo troppo ostico da ascoltare, per lo meno sotto forma di cd. Ma dal vivo questi tre artisti hanno tirato fuori qualcosa di sublime.
Antonello Salis in una veste a metà fra lo Zawinul solista e Jan Hammer ha tirato fuori dalla tastiera qualsiasi cosa. Eseguiva le partiture di basso, l’accompagnamento in stile "chitarristico", le melodie pianistiche e soprattutto una serie infinita e azzeccata di feedback, rumori, effetti sonori e cacofonie perfettamente in linea con il resto dell’ensemble, tanto da risultare non solo adatte, ma anche più che piacevoli  .
Gianluca Petrella, giovane promessa del jazz italiano, si è invece dedicato al Trombone, suonandolo magistralmente, senza un attimo di respiro. Melodie intense, ritmo forsennato e aggressività di stampo rock, tutto da un ottone neanche tanto utilizzato al di fuori di orchestre e come strumento solista. Il tono caldo dello strumento si inseriva a meraviglia nella "freddezza" dell’accompagnamento delle tastiere. Interessantissima la sua capacità di "dirigere" gli altri due compagni nella melodia e nell’improvvisazione, sia nel volume che nel vero e proprio indirizzo musicale, con temi e tempi mai banali o ruffiani. In più Petrella si è poi dedicato anche ad un brano (o meglio un pezzo di performance) eseguito con il Theremin (strumento elettronico di solito usato nei film di fantascienza come colonna sonora, ma nato in origine per la musica classica), assolutamente eccezionale, data anche la notoria difficoltà nell’utilizzo di questo misconosciuto strumento.
Bobby Previte, l’americano del Trio, è stato decisamente il più "Rock Oriented", eccezionalmente coinvolgente e, per me che sono un patito della ritmica, indimenticabile. Tecnicamente anche sopra la perfezione, ha scandito il tempo meglio di un metronomo, pur non perdendo nulla nel feeling con la musica. Precisione e pulizia non gli hanno evitato di suonare "duro", di pestare come un batterista hard-rock. Quasi mai ha impugnato le spazzole e anzi per qualche minuto si è anche dimostrato bravo ad usare le mazze da timpano, ancora più potenti e che hanno creato un suono talmente "pieno" e bello che mi sono quasi commosso .
Insomma è stato qualcosa di più che "musica", quel qualcosa di più che neanche il più perfetto degli impianti di registrazione e riproduzione può interamente cogliere.
Dopo quest’ora di esibizione quasi nessuno credeva che fossero solo "una spalla" e che ancora il concerto clou dovesse arrivare 

Concerto clou che non è stato da meno, per bellezza. Meno coinvolgente (nel totale, parzialmente è arrivato a livelli simili), ma anche più "leggero", "spensierato" e "easy listening", nonostante l’incredibile capacità tecnica dei protagonisti.
Bollani è assurto agli onori della cronaca come uno dei migliori pianisti jazz d’Europa, se non del mondo, raccattando premi e riconoscimenti in ogni dove, ma soprattutto grazie alle apparizioni televisive con Arbore, dove ha dimostrato una verve non comune di showman.
E ieri sera non è stato inferiore alla sua fama. In una formazione di 8 elementi (Piano, Contrabasso, Chitarra Acustica, 2 Sax, Clarinetto, Percussioni, Batteria) l’ensemble ha presentato il disco "Carioca", dedicato interamente alla musica popolare brasiliana, versante "misconosciuto". Niente grandi classici, ma una ricerca delle basi popolari della musica. Io non apprezzo molto le melodie sudamericane, anzi ammetto di trovarle spesso fastidiose  , eccessivamente melense e lente. Ma mi sono dovuto ricredere. Bollani infatti ha un gusto tutto particolare per il jazz, riesce a renderlo molto molto popolare, ma soprattutto ha delle eccellenti capacità tecniche che gli permettono una velocità di esecuzione così estrema da vivacizzare molti i brani che suona.
Nonostante quindi il repertorio fosse poco "mainstream" (a parte il popolare "Tico Tico", riarrangiato in maniera sovraccarica e suonato alla velocità della luce) e il genere non fosse prettamente di mio gusto, devo dire che sono rimasto eccezionalmente soddisfatto del concerto.
Sezione ritmica con contrabasso e batteria semplice e discreta, a lasciare spazio alle percussioni, suonate con il solito virtuosismo che il genere richiede, ha fatto da tappeto sonoro ai vari strumenti, spesso in posizione di solisti. Bollani non ha smesso un attimo di battere sui tasti del pianoforte (a mezza coda, niente tastiere), discretissimo in accompagnamento, straripante negli assoli. Ma anche gli altri strumentisti hanno dimostrato grandi capacità. Il chitarrista benchè fosse un pò "freddino" non ha sbagliato una nota o un tempo, nonostante degli assoli di notevole durata. Ma la parte del leone (dopo il pianoforte, ovviamente) l’hanno fatta i fiati. I sassofoni e il clarinetto si sono districati benissimo nei momenti comuni e hanno dato il meglio nelle parti soliste, soprattutto Ze Nogueira al sax che oltre agli assoli si è anche concesso un intero brano, suonato in penombra, illuminato da dietro da una luce blu soffusa, in piedi che ha regalato un momento di gran pathos a noi pubblico fortunato.   (ma qualcuno più che raggiante a questo punto sembrava più  )

Oltre a tutto questo, va aggiunto che fra un brano e l’altro Bollani e compagnia bella hanno inscenato delle brevi ma intensissime scenette cabarettistiche, che più che strappare sorrisi hanno provocato sonore risate di cuore, degne del miglior comico  .

Insomma, veramente una bella serata di musica.

Puntata di Studio Aperto

Ok, la notte farei meglio a dormire, invece che chattare. Sono d’accordo.

[00:38:39] <Abulafia> ma non lo sa il clima che uno sbalzo sopra i 5° fa male?
[00:38:44] <Abulafia> non lo sente studio aperto?
[00:38:45] <Abulafia> eh?
[00:38:46] <Abulafia> EH?
[00:38:49] <Abulafia> e che cazzo.
[00:39:05] <Fab`> ahahahah
[00:39:06] <Abulafia> e poi i vecchietti muoiono.
[00:39:11] <Abulafia> e le veline vanno in giro nude.
[00:39:19] <Abulafia> e gli extracomunitari ci ammazzano tutti.
[00:39:23] <Abulafia> tette.
[00:39:24] <Abulafia> culo.
[00:39:27] <Abulafia> berlusconi è dio.
[00:39:28] <Abulafia> culo.
[00:39:30] <Abulafia> fregna.
[00:39:36] <Abulafia> prodi fa i sorchini ai comunisti.
[00:39:42] <Abulafia> velina. fregna. tettona.
[00:39:47] <Abulafia> pubblicità.
[00:39:53] <Abulafia> non ci sono novità, vi lasciamo a studio sport.

Vonnegut, l’odio e il ridicolo.

Poco conosciuto in Italia, ultimamente grazie al passa parola, agli articoli di Michele Serra e anche (sempre così va) alla sua morte, Kurt Vonnegut  si è finalmente "imposto", per lo meno in una certa tipologia di lettori. Quella attenta. Vonnegut è uno dei più grandi scrittori americani (e mondiali) del XX secolo. Non solo perchè sia in inglese che in italiano è dotato di una prosa tagliente, cinica, spigolosa eppure poetica e scorrevole sul piano tecnico. Non solo perchè le tematiche trattate sono così ampie e articolate che sembra di leggere un saggio di approfondimento. Non solo perchè pur scrivendo liberamente sia nella forma che negli argomenti non si nota mai l’ombra di una caduta di stile, di morbosità, di volgarità o di qualsivoglia riempitivo di dubbio gusto, nè di censure interne. Non solo per questi motivi, ma anche e soprattutto perchè Vonnegut era un inguaribile ottimista. Tutta la cattiveria, l’ironia, il sarcasmo, il cinismo, l’umorismo, la satira, la critica sociale e l’acidità di cui è capace nei suoi scritti (e non è poca, ve lo assicuro) sono assolutamente portati alla costruzione, mai alla distruzione gratuita. Vonnegut ha sempre speranza, è sempre "felice". Al massimo è fatalista, ma la disperazione è non è mai vuota, fine a se stessa e soprattutto non è mai compiaciuta. Insomma quando dice di un personaggio "E morì il giorno dopo. Così è la vita" viene da ridere, più che da disperarsi. Viene da pensare, più che da delirare. Ed è per questo che Vonnegut vale miriadi di volte di più di tutti quegli scrittori pseudointellettuali, mosci e funerei che si beano dei mali della vita e della Terra.

"Madre Notte" (edizione Feltrinelli), storia / finta memoria delle sventure di un ex tedesco – americano, spia degli U.S.A. in Germania durante la seconda guerra mondiale, accusato dagli Israeliani di Nazismo per aver fatto propaganda (come copertura) al regime, è un libro che denota tutte le caratteristiche di cui sopra.
Il tema è duro ed è trattato in maniera per nulla ideologica. Il protagonista è trascinato dagli eventi, è dubbioso, non si considera nel giusto, ma non riesce neanche a considerarsi del tutto colpevole. Il senso di colpa per aver "aiutato" il regime con le sue parole di speaker radiofonico, con le sue vignette, con le sue commedie e quant’altro gli impedisce di scagionarsi o di provarsi a difendere seriamente, mentre la consapevolezza di aver collaborato con gli alleati, di non essere intimamente razzista o antisemita, di aver più perso che guadagnato dalla sua esperienza gli permette la speranza di morire di morte naturale fuori dal carcere.
Il libro è consigliato a tutti, ovviamente.

Piccolo estratto:
Io […] avevo sperato di essere soltanto ridicolo, ma viviamo in un mondo in cui essere ridicoli non è facile; ci sono troppi esseri umani che non vogliono ridere, che non riescono a pensare.Vogliono soltanto credere, arrabbiarsi, odiare. Troppa gente aveva voluto credere in me.
Dite quello che volete del sublime miracolo di una fede senza dubbi, ma io continuerò a ritenerla una cosa assolutamente spaventosa e vile.

L’età dello schifo.

Chi per sua sfortuna mi incontra sui server IRC sa che non sono tenero nei giudizi nè nelle parole. E sa anche che uno dei miei argomenti preferiti è quello di denigrare pesantemente ogni qual volta sia possibile quella che io ritengo "la cafonaggine". Intendiamoci, sono tutto tranne che un esteta o un benpensante, nè (vade retro!) un bigotto. Non mi dà fastidio il turpiloquio, non mi dà fastidio una sana bestemmia (ma neanche quelle insane mi disturbano più di tanto).
Non credo che sia particolarmente volgare la pornografia e non ritengo i fratelli Vanzina due cineasti da condurre al rogo.
Come sanno quelli citati in precedenza, per me la libertà di parola è una delle poche cose veramente sacre. Anche perchè le parole sono solo parole, i significati ce li buttiamo dentro noi.
C’è una cosa che invece proprio non sopporto e spesso mi provoca incredibili sommovimenti del fegato e poco sommesse esplosioni di bile: l’ostentazione del brutto. Spacciato per bello solo perchè costa.
In poche parole la moda.
La moda in senso di vestiario, nel senso di costume, di riti sociali, di auto, di musica, di film, di quello che secondo i telegiornali fa grande l’Italia, secondo i moralisti ci rende uguali ai neoarricchiti delle mafie russe e secondo gli analisti finanziari nel giro di 30 anni ci renderà un bocconcino (economico) per i cinesi, che sono abbastanza arretrati per riuscire a combatterci sui nostri stessi settori (gli altri paesi industrializzati no, hanno dimenticato quel che facciamo per lo meno mezzo secolo fa…).
Odio i S.U.V. (macchinoni insulsi, brutti, assolutamente inadatti al loro scopo originario e quindi inutili, dannosi in senso ecologico, spaziale e troppo spesso fisico).
Odio il lusso fine a se stesso, brutto e senza qualità tecniche o artistiche. Un bell’orologio è bello, un orologio preciso al nanosecondo è bello, un orologio artistico è bello, un orologio fatto d’oro e diamanti è cafone.
Odio Montezemolo, Briatore, Studio Aperto, Lucignolo, i Reality, i personaggi dei reality, le trasmissioni sui reality, le trasmissioni non sui reality, ma con i personaggi sui reality. Non perchè siano trasmissioni o personaggi particolarmente peggiori della media o particolarmente indegni di vivere, ma perchè sono cafoni. E neanche solo perchè sono cafoni, ma perchè la loro cafonaggine giustifica l’inutilità della loro vita, le loro malefatte, la loro inadeguatezza alla civiltà. Sembrano tutti degli Joe Zasa di Puziana (nel senso di Mario Puzo) memoria. E non solo per la cafonaggine.

A questo proposito voglio ricordare qualche passo dei "fatti nostri", rubrica settimanale tenuta da Giorgio Bocca su "il venerdì" de "La Repubblica", in particolare quelli dell’ultimo numero del 27 Giugno 2008.

[…] Quando leggo o vedo in televisione le cronache della ricchezza e dello spreco contemporanei provo, […] più che un rifiuto morale, o, assieme ad un rifiuto morale, un rifiuto estetico. Per questo si ruba e uccide? Per passare una sera nel privée di un club da miliardari, mandando giù droga e Dom Perignon? Per andare alle nozze lussuose del padrone del Billionaire […] ?
Ma sì, non facciamo dell’austerità una questione morale, accontentiamoci di farne una questione di buon gusto. Rubare, uccidere, fare strage d’operai o d’immigrati, per una notte cafona sulla Costa Smeralda? […]
Un incanagliamento generale.
Forse è il caso di rivolgersi più che agli uomini di buona volontà , a quelli di buon gusto, forse è il caso di tornare a scrivere sulle buone maniere, sulla buona educazione, sui buoni costumi, invece che seguire il tanto peggio tanto meglio, la bassa pornografia, l’indigestione sessuale.
Forse si dovrebbe pensare anche a una Chiesa riformata, e non succube, come tutti, della ricchezza e dei suoi miti.
Molte sono le amarazze e pochi i vantaggi della vecchiaia, ma uno che val la pena di provare è quel minimo di distacco e magari disgusto per la volgarità. L’Augusto più ammirevole è quello che nel Palatino si ciba di fave e di cicoria, da vero padrone del mondo.

P.s.= il mio "odio questo e quello" è un’iperbole. Se qualcuno non ci arriva non è colpa mia. Presto un post (brevissimo, penso) anche sull’argomento "odio".

E finisce qui. Commento Italia-Spagna.

E siamo usciti ai rigori. Sta scena mi pare di averla già vista, ma in fin dei conti non ci si abitua mai. Potevamo uscire noi come loro, sembra banale ma è così, durante i due tempi regolamentari e i due supplementari nessuno ha meritato veramente di vincere.

Buffon 8: durante la partita para quel poco che arriva nello specchio (due tiri a voler essere buoni), ma soprattutto mostra tutte le altre caratteristiche che un portiere deve avere: non sbaglia un’uscita, ha sempre i tempi perfetti e chiude tutto lo specchio della porta agli attaccanti spagnoli che tentano la penetrazione. Para anche un rigore (in verità calciato maluccio). Più di così si vince solo per la sua presenza.
Grosso 7,5: quasi perfetto. In difesa perde poche volte in velocità mentre sul breve sembra più in difficoltà, ma alla dfine dalla sua parte non arrivano grandi pericoli. Per quanto riguarda la spinta è formidabile, forse è l’unico dell’11 titolare che al 120° ancora si proponeva in attacco. Buona anche la qualità dei cross.
Chiellini 9: sembrava Cannavaro. Nè Torres nè Villa nè Guiza gli danno particolarmente fastidio, riesce a rubare sempre loro il tempo, in takle è praticamente perfetto, di testa è insuperabile e si permette anche qualche decina di anticipi fuori area. La sua miglior partita, molto incorraggiante per il futuro della nazionale.
Panucci 6,5: forse meriterebbe di più, ma ha il brutto vizio di attaccarsi agli avversari rimanendo sempre sul limite del rigore. Per fortuna questa volta il limite non lo oltrepassa. Controlla benissimo Torres, incapace di fargli patire alcunchè, un pò meno Villa che qualche volta lo supera bene. Tutto sommato una buona partita, probabilmente l’ultima con la nazionale. Utile.
Zambrotta 5: primo tempo inguardabile, esce alla distanza. In difesa è attento, anche se un pò lento rispetto a Silva. Nonostante questo rimedia con una conoscenza tattica incredibilmente migliore rispetto a quella degli spagnoli. Non avanza quasi mai e quando lo fa sbaglia sistematicamente il cross. Eppure il cross dalla trequarti insegnano che è inutile già ai pulcini.. Non era il suo europeo.
Ambrosini 6,5: parte da 8, un primo tempo fantastico, è su tutti i palloni e quando non c’è possesso palla è su tutti i giocatori. Non ha i piedi per far ripartire l’azione, ma ad occhio e croce direi che non fosse compito suo. Cala visibilmente alla distanza, mandando abbastanza in confusione il centrocampo.
De Rossi 6,5: praticamente (come si sospettava) fa il difensore aggiunto, il mediano d’altri tempi. Gioca d’anticipo davanti l’area, copre al centro benissimo tanto la Spagna riesce ad entrare solo sulle fasce. Avanza poco ma quando lo fa se la cava, almeno in fase di passaggio. Non trova invece mai lo spazio per il tiro. Sul rigore c’è da dire che non è il primo che sbaglia. Quando conta di solito lui non c’è, non è mestiere suo fare i rigori decisivi. Peccato per lui, ha tempo per rifarsi.
Aquilani 4: semplicemente non c’è. Le doti del giocatore saranno indiscutibili, ma sembra ed è ancora uno strappato all’under 21. Gli mancano ancora gli attributi per giocare una partita così importante. In marcatura è abbastanza nullo e in fase propositiva scandaloso, tanto che per quasi tutto il tempo l’Italia spinge solo sulla sinistra, nonostante è a destra che Silva e Capdevilla lasciano buchi enormi.
Perrotta 5,5: per sbattere si sbatte, fa anche la seconda punta aggiunta accanto allo statuario Toni, però alla fine i risultati sono pochi. Troppo troppo in confusione, in questa partita anche tanti appoggi sbagliati che non sono da lui. Però è un giocatore fondamentale per ogni squadra, con la capacità che ha di fare un pò tutto dalla mediana in su.
Cassano 6: nel primo tempo fa delle belle giocate, poi incomincia a pigliarci gusto e ad esagerare. Alla fine nell’apatia generale si spegne completamente e viene sostituito. C’è da chiedersi come renderebbe 10 metri più avanti, magari con qualche compagno di reparto in più. O magari diverso dalla colonna greca che aveva oggi.
Toni 3: gli si perdona tutto, tranne l’indolenza. Nelle scorse partite pur con pessimi risultati si era sbattuto come pochi, pur apparendo in forma fisica precaria se non scandalosa. In quest’ultima partita invece praticamente non fa proprio nulla. Si limita a vivacchiare in area, cercare il fallo dei difensori avversari e spizzarla (male) di testa. Già a metà del secondo tempo passeggiava, non pressava manco a chiederglielo per favore. Magari un’opportunità da prima punta a Borriello o Quagliarella (che dalla sua ha anche il gran tiro dalla distanza) si poteva concedere, almeno nei supplementari. Ed erano entrambi rigoristi.
Camoranesi 6: fa il suo. Parte maluccio, poi trova due tre fughe palla al piede di buona fattura e risale di morale. Sbaglia poco, ci mette un pò di fantasia in attacco e segna un rigore. Fa anche l’unico tiro decente nello specchio dell’intera partita, da una parta e dall’altra. Di più nel tempo concessogli non poteva fare.
Di Natale 6: poteva entrare prima, magari anche dall’inizio. Ci mette vivacità, corsa, pressing e anche tecnica. Fa dei cross di ottima fattura per l’inutile Toni e addirittura sfiora il gol di testa su un grande stacco. Era il giocatore ideale per mandare in crisi la pessima difesa spagnola. Poi sbaglia un rigore, e sinceramente designare lui al quarto posto mi è sembrato un pò un azzardo. Troppa poca esperienza per queste cose.
Del Piero 6,5: entra nei supplementari in vista di battere un rigore. Quando tutti i giocatori avversari sono spompati lui è un fenomeno. Si permette una serie di dribbling e giocate di alto livello, ma ovviamente in quel momento predica nel deserto. Probabilmente come quarto rigorista sarebbe stato meglio lui (o Panucci). Spero vivamente che sia l’ultima sua partita in nazionale. Senza rancore e senza rammarico. Però basta.

Donadoni 5,5: con le assenze di Pirlo e Gattuso la squadra era praticamente obbligata. La formazione titolare è logica, soprattutto pensando alle passate buone prestazioni della Spagna. Quel che non va proprio è la lettura della partita durante il suo corso. Toni non ha retto 70 minuti, perchè fargliene giocare 120? Già nel primo tempo si vedeva che c’erano praterie nella metàcampo spagnola, perchè non inserire una seconda punta di ruolo? Magari al posto dello spaesato e francamente inutile Aquilani? Insomma ha peccato un pò di presunzione e forse di troppa speranza. Della serie "qualcosa succederà". E ora partirà il tormentone "Donadoni sì, Donadoni no". Io propendo per il sì, ma l’esonero non sarebbe uno scandalo.

Spagna: mio dio… Si può dire quello che pare, però a me sta squadra fa veramente tanto schifo. La difesa è inguardabile, Puyol e Sergio Ramos si reggono solo grazie ai falli, Marchena non fa altro che metterci fisico e nervi, capdevilla è un terzino inutile quanto in difesa quanto in attacco. Il centrocampo è di una pochezza impressionante sia sul piano della corsa che su quello della creatività. Xavi Hernandez non vede praticamente palla, si limita a gestirla come farebbe un giocatore di C le rare volte che la prende. Senna è un onestissimo mediano, probabilmente il migliore dei centrali spagnoli in una partita vera. Sulle fasce Iniesta è semplicemente "ridicolo", punta l’uomo e viene sbeffeggiato regolarmente da qualsiasi difensore e tenta dei tiri da lontano che fanno gridare vendetta al cospetto degli dei. Secondo Guardiola è meglio lui che Deco. Auguri, Pep. Silva invece è un gran talento, anche se tatticamente è paragonabile ad una sega (passatemi il francesismo). Corre tanto, ha i piedi buoni nello stretto, ha una discreta visione di gioco e una tecnica di pregio (anche se non esaltante, in velocità sembra uno scarparo qualsiasi), però non sa proprio come stare in campo. Torres lo ripeto da almeno due anni è un giocatore incredibilmente sopravvalutato. Ha una buona tecnica, ma non la sa esprimere negli spazi stretti, nè riesce a far vedere molto quando la velocità di esecuzione lo richiederebbe. Fors nelle praterie della liga e contro le statuine della Premier sarà un fenomeno, ma questo in Italia se si fa mangiare da un Panucci 35enne ormai lento come una carriola non combinerebbe nulla di che. Villa è uguale ad Inzaghi, con molto meno senso del gol e poca più tecnica, soprattutto nello stretto. Bravo a posizionarsi bene è però LENTISSIMO quando si tratta di concludere di prima o più velocemente di una lumaca asfittica. Ottimo pure lui per Liga e Premier. In Champions ha segnato giusto contro il Rosenborg.
Insomma una pessima Spagna che dal suo aveva solo corsa e fiato. Scemi noi a non approfittarne e a rimanere su una inutile (col senno di poi) impostazione difensiva.
P.s.= se noi siamo imbroglioni, gli spagnoli ci battono almeno di un chilometro di distacco su questo fronte. Mai viste tante simulazioni, appena la palla finiva fuori portata erano a terra. Villa il peggiore, addirittura patetico quando pensando di avere Panucci dietro si lascia cadere. Io mi vergognerei. E pensavo che Del Piero fosse un simulatore… almeno i nostri cadono quando c’è qualcuno vicino, non da soli.

Ultima parola sull’arbitro: perfetto. Non ne sbaglia una e caccia i cartellini al momento giusto. Veramente il migliore in campo. Ottimi anche i collaboratori suo fuorigiochi.

Arrivederci a Sudafrica 2010 (o alle Olimpiadi 2008, perchè no…)

Prima di tutto: Grazie Olanda.
Secondo: Grazie Italia
Terzo: Domenech suggicelo (MWAHAHAH)
Pagelle Francia – Italia

Buffon 7: in realtà fa una sola grandissima parata su Benzema nel secondo tempo, per il resto "si limita" ad essere perfetto nei piazzamenti, nelle uscite e nei rilanci. Ma la cosa che fa veramente felici è il fatto che sia diventato il leader della difesa italiana, se non proprio di tutta la squadra. Serviva un vice-Cannavaro, almeno a livello caratteriale, e lui si sta proponendo alla grande
Zambrotta 6: corre su e giù per tutto il tempo però ogni tanto si scorda di rientrare in difesa. In più la sua corsa pare un tantino "a vuoto", non sembra capace di incidere come due anni fa al mondiale. Nonostante questo la sua partita è sufficiente, non sbaglia nulla (e meno male), ma non esalta. Con questa Francia non serviva di più
Chiellini 6,5: il ragazzo c’è. E’ duro e legnoso, ma c’è. Tatticamente ha un senso della posizione invidiabile, nella marcatura sull’uomo è sempre attento ed insuperabile. Magari pecca un pò di tecnica e molto di carattere, ma per adesso pare veramente l’unico capace di sopperire all’assenza di Cannavaro sul piano fisico.
Panucci 6,5: stavolta fa il suo in attacco e in difesa. Sfiora un goal, tiene Henry benissimo e anche Ribery, finchè è in campo. Ormai gioca solo di esperienza ma nella nostra disastrata difesa non è poco, anzi… Meno male che è stato convocato.
Grosso 6: molto meno esplosivo delle due partite precedenti, si propone di meno in avanti, ma soprattutto ottiene meno risultati. Poche sovrapposizioni, pochi cross. In quel che fa non c’è nulla di sbagliato, come con Zambrotta. Ma come con Zambrotta, anzi di più, anche Grosso scorda troppo spesso di tornare indietro a coprire. Per fortuna dal suo lato ci sono Clerc e Govou che sono di una pochezza impressionante.
Gattuso 5,5: la grinta c’è sempre, ma la forma è veramente lontana da quella dei suoi giorni migliori. Pur pronto nel contrasto e ottimo nell’appoggio si rivela tatticamente fuori fase, e anche fisicamente manca dello scatto per recuperare la posizione o l’uomo. Dalle sue parti però Toulalan, Makelele ed Evra fanno veramente poco per riuscire a metterlo sul serio in difficoltà. Salta la prossima e forse non è un’assenza per cui disperarsi.
Pirlo 6,5: parte da 9, non sbaglia un lancio, gioca sempre di prima e vede chiunque libero in avanti, servendolo prontamente. Praticamente il regista perfetto. C’è da dire che il centrocampo francese non ha la più pallida idea di cosa significhi pressing, quindi Pirlo è veramente libero di fare quello che gli pare. Cala molto fisicamente nel secondo tempo e vista anche un’ammonizione e del nervosismo Donadoni (secondo me giustamente) lo fa rifiatare. Nei 20 minuti che seguono la sua uscita il centrocampo italiano va completamente in confusione, finchè De Rossi non riprende le redini. Questo fa capire tanto della sua importanza, se non si perde nei dribbling.
De Rossi 7: secondo il mio modesto parere è il miglior centrocampista d’Europa, meglio di Lampard, meglio di Fabregas, agli stessi livelli di Gerrard. Ha tutto, fisico, tecnica, posizione. Può stare in regia, in contrasto, in appoggo o in inserimento. Praticamente è il centrocampista perfetto, aggiungendo anche che possiede un buon tiro dalla distanza. L’unico limite è quello caratteriale, essendo troppo focoso per ragionare in alcune situazioni, ma oltre questo è veramente insostituibile. In più si dimostra in ottima forma, permettendosi anche una serie di dribbling ai danni dei francesi da far piangere per la commozione e far esclamare alla Gialappa’s "Sembra Garrincha!". Bene bene.
Perrotta 6: si sbatte talmente tanto nel primo che nel secondo tempo scompare dal campo. Non risparmia un centesimo di fiato, corre sempre e comunque, raddoppia sempre la marcatura quando l’Italia non è in possesso palla e si propone sempre sia per la sponda sia per l’inserimento quando l’Italia attacca. In più spesso e volentieri si sovrappone sulla fascia. E’ utile come pochi, finchè dura.
Cassano 6,5: se non ha la palla si eclissa dal campo, ma quando la riceve… Signori, giù il cappello. L’Antonio nazionale ha dei piedi fatati e una visione di gioco paurosa. Innesca Toni almeno una mezza dozzina di volte, e un’altra mezza dozzina la riserva a vari altri. Peccato che tutti sprechino i suoi assist preziosi. In più palla tra i piedi è sicuro che salti almeno un uomo, senza tacere che stando fermo può tenerla per ore senza che nessuno possa farci nulla. Se non impazzisce è chiaramente la migliore seconda punta attualmente nei 23 di Donadoni.
Toni 6: ok, si mangia per lo meno 5 goal, e ne sbaglia altrettanti, e ne spreca ancora altri.. Però che giocatore. Pur essendo tremendamente fuori forma (soprattutto fisica, ma se continua così anche a livello di nervi non potrà durare molto) tiene in apprensione tutta la difesa francese. Fa espellere un centrale e ammonirne altri due, si permette di giocare di sponda quando e come vuole e di testa le prende anche quando duramente contrastato. Si giocasse da fermi, sarebbe imbattibile. Purtroppo sulla corsa ha dei limiti normalmente, figuriamoci adesso che le gambe sembrano non rispondere. Resta comunque insostituibile. E come si dice spesso "una volta che fa il primo questo qui non si ferma più".
Ambrosini 6,5: è fra i centrocampisti più in forma, decisamente meglio di Gattuso, decisamente più utile di Camoranesi. Con la squalifica di Ringhio e Pirlo partirà sicuramente titolare contro la Spagna nei quarti. Non c’è da rammaricarsene. Magari tatticamente non è encomiabile, ma sul piano fisico e tecnico non ha nulla da invidiare a nessuno. Ed in più ha un’esperienza di lunga data in partite importanti.
Camoranesi sv: gioca troppo poco, e in quel poco ricevendo palla da Cassano quasi segna. Non sta benissimo e quando sta così diventa eccessivamente confusionario, ma in alcune partite può risultare determinante, se c’è da metterla sulla rissa, sui rimpalli e sugli scatti.
Aquilani sv: entra quando ormai gli azzurri fanno accademia e gli unici a correre ancora della Francia sono Henry e Benzema. Ingiudicabile, ma spero di vederlo in campo a sostituire gli squalificati. Per quel che ha fatto vedere durante la stagione se lo merita.

Donadoni 7: sotto richiesta do un voto pure al buon allenatore. Se nella prima partita meritava un 5,5 (alla fine ha sbagliato solo nell’insistere su Gattuso e nel mettere il vecchio Panucci sulla fascia, trascurando Grosso) e nella seconda almeno un 6,5 (la formazione è quella che invocavano tutti a gran voce) in questa terza partita cambia ulteriormente, evita di inserire 3 punte, dà fiducia a Perrotta che lo ripaga come già aveva fatto con Lippi. Magari non è il miglior allenatore del mondo, magari è ancora "inesperto", magari è un pò poco carismatico però se ascoltate la radiocronaca dei Gialappi vi accorgerete di quanto urli dalla panchina, praticamente senza sosta dal primo all’ultimo minuto, correggendo e richiamando continuamente i giocatori. Si vede che ci tiene, se acquista un pò di sicurezza e diventa un pò più "sgamato" (il 4-3-3 agli Europei è un pò un azzardo, su) può andare lontano. E poi la sfortuna sembra esser finita.

Un commentino sulla Francia (3): santoddio… E’ SICURAMENTE la peggiore squadra del girone, ma forse anche del torneo. Solo la Grecia ha giocato peggio. Veramente, veramente, veramente tanto involuta. La difesa fa acqua da tutte le parti, l’unico punto positivo è la caratura fisica degli africani. Il centrocampo è semplicemente ridicolo, l’unica arma è Ribery che però funge più da attaccante aggiunto o da ala che da vero centrocampista. In attacco si affida ad Henry (che da quando ha superato i 30 anni e perso in velocità si è dimostrato una pippa) e Benzema (che pur avendo dei fondamentali ottimi manca della concretezza e dell’esperienza per incidere a questi livelli). C’è da chiedersi che Francia sarebbe stata con Frey in porta (Coupet non è pessimo, ma Frey è fra i 5 migliori del mondo…), Mexes in difesa (con quell’obbrobrio tattico il biondino della Roma avrebbe potuto mettere tante cose a posto), Flamini a centrocampo (ok non è un fenomeno però Makelele è spompato e impresentabile e Toulalan è un buon giocatore da bassa serie A…, magari il milanista ci avrebbe potuto mettere un pò di corsa in più) e Trezeguet (che da solo non cambia marcia alla squadra, ma che da solo può metterti dentro 2-3 goal come nulla fosse, a differenza di Benzema, Gomis o chi per loro). Domenech senza Zidane a tirarlo su e con la vecchia guardia ormai vecchissima si rivela un cretino qualsiasi. Non che ci dispiaccia 😀

Pagelle Italia – Romania (ma porco di quel…)

Buffon 9: e che gli vuoi dire. Para tutto quello che deve parare, compreso un rigore neanche battuto troppo male, esce bene anche sull’azione del goal avversario.. Insomma è praticamente perfetto. Riesce addirittura a bloccare quasi la totalità dei palloni che gli arrivano. Senza Barzagli avanti è tornato il miglior portiere del mondo.
Zambrotta 4,5: non va mai avanti, non chiude mai sulla fascia, non azzecca molto. Ma la sua colpa maggiore è aver dato l’assist per il goal di Mutu. Si vede chiaramente che è pronto per il Milan, la forma è quella media dei difensori rossoneri. Quelle rarissime volte che avanza ci mette 3/4 d’oro per tornare in difesa.
Panucci 5,5: non gioca male, segna anche come spesso fa, però non dà sicurezza. Sicuramente in questo momento vale 10 Barzagli e 20 Materazzi, però vale sempre 1/5 di Cannavaro o di Nesta. Avrebbe meritato la sufficienza magari, ma come con la Corea nel 2002 fa vedere di non aver perso il vizio di avvinghiarsi agli attaccanti avversari sui calci piazzati. Va bene spingere, ma se cinturi l’arbitro tende a punirti, se non è cieco.
Chiellini 6: fa il suo mestiere, non sbaglia molto, non fa nulla di particolarmente esaltante o sicuro, ma c’è da dire anche che aveva da proteggere (e l’ha fatto bene per quasi tutta la partita) le sgroppate di Grosso, che ha giocato più come ala pure che come terzino.
Grosso 6,5: partenza col botto, primo tempo irresistibile, fine del secondo tempo di nuovo in palla. Dribbling e cross quasi sempre al limite della perfezione, peccato che il suo lavoro vada sprecato praticamente sempre. Non malissimo neanche in difesa, considerando anche la poca spinta dei rumeni da quel lato.
Camoranesi 4,5: non azzecca nulla, di solito è fantasia e confusione, ma oggi era solo confusione. Sbaglia i passaggi, sbaglia i cross, non vince neanche un contrasto. Doveva essere sostituito prima, soprattutto dopo l’ingresso di altre punte. Non è in forma e si vede.
Pirlo 4,5: i lanci nel primo tempo sono pregevoli, ma la sua partita si ferma là. Sbaglia tanti appoggi, è lentissimo a rilanciare l’azione ed in più spesso tenta dei dribbling suicidi sui centrocampisti avversari, innescando pericoli per la difesa azzurra. Nel secondo tempo perde anche la mira nei lanci risultando più dannoso che inutile.
De Rossi 6,5: primo tempo su altissimi livelli, con una visione di gioco favolosa. Gioca sempre in anticipo sull’avversario e si permette anche di puntare qualche volta l’uomo. Tatticamente poi è sempre in posizione. Nel secondo tempo un pò scomprare agonisticamente, riceve anche un’ammonizione senza capo nè coda. Probabilmente con un compagno migliore del Pirlo odierno avrebbe fatto molto molto di più. Dimenticavo: ha anche sfiorato il goal.
Perrotta 6: cuce benissimo i reparti, tappa tutti i buchi, fa gioco, fa sponda, fa filtro. Praticamente si rivela come nella nazionale di Lippi un giocatore universale e utilissimo. Peccato che nel secondo tempo sia visibilmente affaticato, tanto da dover essere sostituito dopo essere scomparso dal gioco. Finchè dura deve stare in campo.
Del Piero 5: non merita un voto inferiore solo perchè alla fine non fa danni. Ma in campo semplicemente non c’è, in attacco non incide e se torna indietro rimbalza sulla mediana avversaria. Ormai cade a prescindere, appena vede che non può più arrivare su un pallone o controllarlo. I simulatori di solito lo fanno in area, lui lo fa dove non serve e infatti l’arbitro non se lo fila manco di striscio. Inutile, fa rimpiangere la mobilità di Di Natale.
Toni 5,5: si sbatte come pochi, fa di tutto per segnare, ma non è proprio giornata. Sbaglia tantissimo nel direzionare i colpi di testa e fisicamente sta troppo "sulle gambe". Non ha tenuta atletica sulla corsa, gioca praticamente da fermo e questo non è un bene quando la mira latita. Un goal regolarissimo lo segna, ma il guardialinee decide che era in fuorigioco. Con una punta accanto, anche se immobile come Del Piero, rende incredibilmente di più.
Cassano 7: quel che tocca diventa quasi oro. Non sbaglia uno stop (e alcuno sono strepitosi, come se ne vedevano al tempo di un certo Baggio), non sbaglia un passaggio, è egoista in una sola occasione quando prova il tiro invece che l’ennesimo cross per Toni. Se questa è la sua forma il posto di seconda punta deve essere suo senza neanche pensarci.
Quagliarella sv: entra per cercare l’assalto finale, ma completamente defilato sulla fascia. Non tocca praticamente palla tranne in due tentativi di raggiungere il fondo. Troppo poco per un giudizio.
Ambrosini sv: doveva entrare prima, già da almeno 20 minuti Camoranesi era in debito d’ossigeno, oltre ad aver combinato poco. Entra per fare un pò più di filtro e per creare qualche problema in avanti, riesce nella prima stabilizzando meglio la squadra. Comunque troppo poco per un giudizio.

Torniamo alla tradizione: pagelle Olanda – Italia

E come due anni fa, e nelle occasioni precedenti, è tempo di scrivere un commentino.

Buffon 6: 3 parate di altissimo livello (una decisamente fortunosa) e un erroraccio sul rinvio che ha portato al primo gol non da lui. Non naufraga come il resto della squadra, tiene, ma purtroppo "apre" le danze.
Panucci 3,5: disastroso come laterale destro, poco meglio come centrale difensivo. Era fuori condizione causa infortunio… era proprio il caso di metterlo in campo? Un abbondante ultratrentacinquenne sulla fascia non si è rivelata una scelta azzeccata.
Barzagli 2: semplicemente non c’era. Saltato come un birillo in velocità, tagliato fuori tatticamente negli spazi larghi, incapace di rinviare, ma un intervento da notare. Avrà sofferto il peso di una manifestazione importante, ma così non si gioca neanche in Terza Categoria. La diagonale cavolo, la diagonale.
Materazzi 2,5: rispetto a Barzagli toglie una palla di testa a Van Nistelrooy. Ma anche lui è completamente fuori fase e non si regge sulle gambe.
Zambrotta 5: confusionario per tutta la partita, nel primo tempo sale spesso e volentieri ma non torna mai indietro. S’è scordato di essere un terzino e non un ala..? Nel secondo tempo a destra risulta abbastanza spompato, pur creando una bella occasione in cui si dimostra un pò egoista. Fra i meno peggio.
Gattuso 4: nervosissimo, sfiancato, confusionario, viene graziato due volte dall’arbitro, la prima a pochi minuti dall’inizio. Era da sostituire almeno nel secondo tempo con De Rossi.
Pirlo 5,5: ha sbagliato poco meno della metà dei lanci tentati, ma è l’unico che ha avuto un minimo di acume tattico, nonchè l’unico che è riuscito ad innescare l’attacco, soprattutto nel secondo tempo con l’ingresso di Grosso.. A volte esagera coi dribbling, spesso è lento nel far ripartire l’azione, ma è pur vero che il resto della squadra lo protegge poco e nulla. Pericoloso su punizione.
Ambrosini 5,5: fisicamente è il migliore, lotta alla pari con il nerboruto centrocampo olandese. Ma come al solito è molto falloso e anche abbastanza scomposto e pare non trovare mai la giusta posizione in campo. Poco incisivo anche sui colpi di testa, di solito suo punto forte.
Di Natale 6: un primo tempo di sostanza, corsa e tecnica, spesso va via al marcatore ed è l’unico ad intercettare i lanci lunghi. Si mangia un goal tentando un tiro al volo e si propone ogni tanto al cross. Nel secondo tempo è visibilmente spompato, visto che nel primo tempo è stato costretto ad un lavoro improbo (era addirittura il marcatore di Sneijder sul secondo gol e di certo non sarebbe spettato a lui stare lì dietro.
Toni 4,5: fisicamente lotta, ma completamente da fermo. Divora un’occasione su colpo di testa nel primo tempo e un’altra dopo un superbo stop davanti a Van Der Saar (6,5). Per il resto non è mai pericoloso e non riesce neanche a fare la torre come suo solito. Risulta abbastanza inutile.
Camoranesi 5,5: buon primo tempo, in cui è l’unico a legare centrocampo e attacco, pecca come al solito in lucidità e posizione, risultando sempre un pò troppo precipitoso. Nel secondo tempo cala vistosamente e va in totale confusione a centrocampo.
Grosso 6,5: sicuramente il migliore. Aiutato da un’Olanda che ormai gioca di rimessa sulla fascia sinistra fa quello che vuole, intendendosi a meraviglia con Pirlo che lo imbecca spesso e volentieri. Va anche vicino al goal ma non è fortunato. Meritava di giocare dall’inizio, se non altro per l’ottima condizione fisica che ha dimostrato, che sarebbe potuta servire anche in difesa (due dei tre goal olandesi sono venuti fuori da contropiede…)
Del Piero 5,5: entra per sostituire un Di Natale spompato, ci prova tre volte risultando incisivo solo nella prima occasione. Per il resto una simulazione che porta ad una punizione guadagnata, due-tre tuffi senza motivo e ulteriore confusione nell’attacco italiano. E nonostante ciò è fra i meno peggio.
Cassano 4,5: entra tardi ma sbaglia tutte le palle che tocca, s’accentra troppo e non salta mai un uomo. Fa rimpiangere il Camoranesi raffazzonato di inizio secondo tempo ed è tutto dire.