I Migliori – La squadra della mutua 4-0
Nulla da dire, la Spagna ci ha surclassato mentalmente, fisicamente e tecnicamente ed ha meritato di gran lunga la vittoria. Siamo i secondi dietro una squadra fortissima che resterà nel gioco del calcio. Unico piccolo rammarico il non essercela potuta giocare alla pari almeno a livello fisico. O quantomeno 11 contro 11 per la partita intera. Ricordiamo che nel girone li abbiamo fermati sull’1-1, e che solo poco tempo fa in amichevole li battevamo 2-1 grazie ad un Giuseppe Rossi (stroncato a casa da due infortuni gravissimi) ed un Cassano (arrivato all’Europeo dopo un ictus…) in forma decente. Di più, nelle condizioni odierne, non si poteva fare.
Ah, un’ultima cosa: c’era un rigore nettissimo contro di noi, potevano essere cinque, ed è forse uno dei pochissimi errori degli arbitri in questo Europeo. Un applauso a loro e a Collina che dimostra di saper anche gestire i suoi colleghi in maniera perfetta.

Pagelle:

Buffon, 6,5: nessuna colpa sui gol e una buona parata all’inizio della partita su Fabregas. Ci teneva, gli è andata male.

Abate, 6: affronta Iniesta e lo tiene benino, non facendolo arrivare al tiro. Sull’azione del gol di Jordi Alba sbaglia a tenere l’uomo più alto invece che inseguire il terzino spagnolo. Poi continua a fare il suo per quanto possibile, nonostante una condizione fisica precaria.

Barzagli, 6: tenere i piccoletti, come detto, per lui è dura. Non lo fa male, alla fine molla gli ormeggi, ma meno di altri.

Bonucci, 5,5: alterna buone chiusure in contrasto a brutte impostazioni. Quando ha la palla tra i piedi e lento e per nulla lucido. Impaurito dagli spagnoli, alla fine non se la cava malissimo e non ha grandi colpe.

Chiellini, 4: la colpa va condivisa con Prandelli. Se uno è rotto, è rotto; non può stare in campo e nel poco che gioca sbaglia tutto il possibile, rivelandosi anche il maggior colpevole nell’azione del primo gol.

Marchisio, 4: fa numero in difesa, ma nulla di più. Forse è spompato, sicuramente è assente. Nel secondo tempo scompare totalmente dal campo, ed è il primo ad abbandonare anche mentalmente la partita.

Pirlo, 6: fa quel che può, ma non può predicare nel deserto contro una squadra che se prende palla non la perde più. Va a contrastare perfino in difesa, segno che è uno dei pochi a volersela giocare anche quando è diventata palesemente ingiocabile.

De Rossi, 6,5: sbaglia qualche passaggio di troppo, ma è l’unico che mette una pezza ovunque serva. In fase difensiva è strepitoso, ed imposta pure qualche degna azione d’attacco. Nel secondo tempo gioca praticamente da solo.

Montolivo, 5,5: un gran tiro, qualche contrasto, pochissimo fraseggio. Imbambolato tra gli spagnoli, esce ingiustamente nel secondo tempo in un cambio che non aveva troppo senso.

Cassano, 6: nel primo di tre tiri nello specchio fatti dall’Italia, due li fa lui; uno pericoloso, l’altro meno. Si muove poco ed è controllato benissimo, ma alla fine se c’è uno spazio lo trova solo lui. Esce in precarie condizioni fisiche.

Balotelli, 4,5: al centro Piqué e Sergio Ramos lo sovrastano senza troppi problemi, costringendolo a girare al largo dove però paga una notevole differenza di velocità sia con Arbeloa che con Jordi Alba. In più è sempre macchinoso e lezioso ogni volta che ha la palla tra i piedi, benché bisogna dire che i compagni lo aiutino poco e nulla. Nel secondo tempo non molla come qualche suo compagno, torna indietro a contrastare e occupare spazio, ma è comunque imbarazzante per quel che combina in avanti.
Sostituzioni:

Balzaretti, 6: fra i più in forma dei nostri in quest’europeo, avrebbe meritato il posto da titolare anche con un Chiellini integro. Figuriamoci con un Chiellini rotto, e fuori ruolo sulla sinistra. Poi si rompe anche lui, e finisce definitivamente la festa.

Di Natale, 6,5: entra, ha due palle giocabili e le trasforma in due tiri pericolosi. Il primo di testa fra due difensori alti più di un metro e novanta, lui che è basso un metro e un tosolo. Il secondo in buona torsione vicino l’area piccola. Corre per tutto il tempo, nonostante il punteggio contro l’Italia si facesse sempre più pesante. Era la sua ultima occasione per un titolo con la Nazionale, è finita con un secondo posto.

Thiago Motta, s.v.: entra ed esce rotto.

Allenatore.

Prandelli 3 (per la partita), 9 (per tutto il resto): decide di giocarsela alla pari con gli spagnoli, e sbaglia clamorosamente. Sul palleggio gli iberici ci surclassano e sulla velocità ci doppiano. La prima partita doveva insegnargli qualcosa, contro una squadra così il 5-3-2 avrebbe dato qualche sicurezza in più. Pecca di troppo coraggio e un po’ di presuntuosità. Stavamo comunque giocando contro il campione europeo e mondiale in carica, e non per caso.
Pecca anche di troppa riconoscenza nei giocatori che l’hanno portato in finale: Abate era rotto, Chiellini era rotto, Pirlo spompato, Marchisio senza forze, De Rossi spremuto, Cassano con i suoi ovvi problemi. Sostituirli tutti sarebbe stata una pazzia, ma vedere subito in campo Balzaretti, Maggio ed un centrocampista più fresco al posto di Marchisio non sarebbe stata una cattivissima idea. E’ vero che è “senno del poi”, ma che i giocatori sono al limite della morte fisica se ne dovrebbe accorgere prima l’allenatore che gli spettatori…
Le tre sostituzioni in corso d’opera, finite già al decimo del secondo tempo, sono un’assurdità.
Comunque era una squadra su cui nessuno puntava un euro, ed è arrivata in finale per merito di una superlativa gestione del gruppo e delle buone convocazioni. Una partita, anche se la finale, si può sbagliare.

Germania – Italia 1-2

Ne potevamo fare di più, ne potevamo prendere di più. Non conta, a livello di gioco abbiamo ancora una volta SURCLASSATO i tedeschi. Tattica, tecnica, classe, esperienza: prego, ripassare tra due anni e ritentare di nuovo; magari sarete più fortunati (ma anche no).

La Germania faceva paurROTFL! LI BATTIAMO SEMPRE.

Nota: il rigore non c’era, in compenso il campo era cosparso di vaselina. Meglio per i tedeschi (igh igh igh).

 

Buffon, 8: para, eccome se para. Solo una volta si fa aiutare da Pirlo, ma comunque para.

Balzaretti, 6: fuori posizione, sul piede sbagliato, non può fare chissà che. In difesa è attento, anche se nei primi minuti rimane un po’ troppo avanti. Nel finale fa due diagonali da antologia, che Sacchi gli bacerebbe gli scarpini.

Barzagli, 8: Gomez è il giocatore perfetto per essere marcato da lui. Mettergli un centravanti fisico contro significa fargli un piacere. Nel secondo tempo gli capitano invece tutti i nanetti, che però gli girano bene al largo.

Bonucci, 7: sporca tutte le palle che gli capitano nei pressi, ed esce bene a chiudere sulle cappellate di Chiellini. Di testa si rivela insuperabile e su Klose, il cliente peggiore che possa capitare ad un difensore longilineo, non sbaglia nulla.

Chiellini, 6: sufficiente solo perché sul contrasto è sempre fra i migliori, ma anche come terzino rivela che il suo senso della posizione è pessimo, così come la scelta di tempo. Dalle sue parti Boateng avanza e fa quasi quel che vuole. Nel secondo tempo Reus parte umiliandolo, poi il nasone nazionale cresce parecchio, in concomitanza con la fine del fiato. Quando non si può muovere, tiene posizione e non sbaglia più.

Marchisio, 6: il peggiore in campo per l’Italia del primo tempo, troppa confusione e poco supporto ai reparti. Dopo le corse infinite con l’Inghilterra forse è un po’ in debito d’ossigeno e di lucidità. Nella ripresa sale su di giri e soprattutto in copertura non sbaglia molto. Sul suo voto pesa tantissimo l’egoismo dell’occasione sprecata col suo tiro, quando Di Natale per ben due volte, e per lunghi secondi, si era smarcato liberissimo davanti la porta.

Pirlo, 7,5: crea, scherza, irride e si permette anche di parare un pallone in porta. Che deve farvi di più, pulirvi casa? Alla fine non ce la fa più col fisico, probabilmente perché v’ha pulito anche casa.

De Rossi, 10: dove c’è un buco, c’è lui. Gioca come interno, come mediano, come ala sinistra e come terzino sinistro quando Chiellini va in bambola (una volta ogni 2 azioni, in pratica). E’ spiritato ed in trance agonistica.

Montolivo, 7,5: OMMIODDIO, Montolivo che corre, contrasta, fa fallo, prova il tiro da lontano e cerca un assist difficile senza paura di quel che potrebbe succedere in caso d’errore. La sua migliore partita di sempre in nazionale, e forse non solo in nazionale.

Cassano, 7,5: tocca mezza dozzina di palloni, ne tira fuori un assist riuscito, due assist buttati al vento dai compagni, un gran tiro in porta da lontano. Tecnicamente è fuori dalla portate di qualsiasi tedesco. Ozil sarà anche il trequartista titolare del Real Madrid, ma i piedi di Fantantonio sono di un altro livello.

Balotelli, 8: due gol in un tempo contro la Germania, favorita per la vittoria finale. Serve altro? Prende un’ammonizione stupida, ma recupera ampiamente quando per ben due volte va a contrastare dietro la linea di centrocampo. In avanti fa a sportellate con i lungagnoni tedeschi, che reggono nel fisico, ma non nella potenza e soprattutto nella tecnica. Ne impegna sempre almeno due.

Sostituzioni:

Diamanti, 6: non di più perché è poco incisivo, ma quando e dove serve c’è. L’agonismo ce lo mette, la corsa pure, prova anche a turlupinare Neuer con un pallonettone da centrocampo. Ruota di scorta di lusso.

Di Natale, 6: lui c’era, la posizione in avanti ha dato non poco fastidio ai lungagnoni della difesa teutonica. Di suo ci mette un equilibrio approssimativo (peraltro condiviso coi compagni), ma di certo l’occasione migliore la perde per colpa di un troppo egoista Marchisio.

Thiago Motta, 6: per ora, la sua migliore partita. Dietro c’è, ed è anche fra i meno disordinati. Fa anche sentire il fisico quando serve, ed essendo più fresco fa ripartire l’azione più lucidamente di altri. Dimostra di essere una riserva affidabile, ma una riserva.

 

Italia – Inghilterra 0-0 (4-2 ai rigori)

 

Poche considerazioni:

1) dovevamo vincere 3-0, quantomeno;

2) l’Inghilterra, nonostante buoni giocatori (Rooney, Gerrard e Terry sono campioni, Cole, Walcott, Young, Lescott e Carroll sono sicuramente di buon livello, gli altri scesi in campo non sono certamente scarsi), si è rivelata praticamente nulla. Ci ha messo in difficoltà pochissime volte, e solo sfruttando la velocità dei suoi ventenni di colore. Per il resto il niente fatto squadra. Bene ha fatto Capello a lasciarli, benissimo Hodgson a farli giocare in UNDICI dietro la linea del pallone. Anzi, dietro la propria trequarti…

3) i giocatori italiani, ed il nostro campionato in generale, sono sovrastimati e sottovalutati. Una nazionale poco più che mediocre come quella di quest’anno ha comunque e decisamente enormi risorse in più alle squadre di medio livello. E, come dimostrato con la Spagna, risorse pari alle squadre di alto livello.

4) se questa sera ci fosse stato un attaccante “alla Inzaghi” in campo avremmo vinto 4-0. Lo affermo con sicurezza stentorea ed irrevocabile.

Le pagelle:

Buffon, 7,5: la parata all’inizio del primo tempo è oro puro. Riflessi così, alla sua età ce li hanno in pochi. Enorme. Para pure un rigore, cosa più unica che rara nella sua carriera.

Balzaretti, 7: costantemente libero ed ignorato dagli avversari, va a cercarsi una posizione molto defilata e “strana”, tanto da essere spesso ignorato anche dai compagni. Quando prende palla sa quel che farci, e si rivela ancora una volta più ala che difensore. Grandissimo anche nel secondo tempo e non smette di giocare bene, anche se esaurito. Immola anche la faccia pur di fermare un’azione inglese.

Bonucci, 7: per una volta, il migliore dei due centrali. Il livello basso degli avversari lo agevola, ma lui in effetti non sbaglia nulla, chiunque gli capiti da marcare.

Barzagli, 6,5: tanti errori ed estrema sofferenza per una decina di minuti nel primo tempo sugli affondi di Rooney. Soffre i brevilinei e la velocità in maniera forse eccessiva ma i suoi errori, stranamente, per una volta sembrano anche di posizione. Nel secondo tempo, allontanato Rooney e messo su Carroll, torna a giocare su ottimi livelli.

Abate, 7: in difesa si divide tra Young, il suo uomo, e Rooney, spesso fuori posizione nella seconda parte del primo tempo. Non sbaglia praticamente nulla, ma quando supera il centrocampo si conferma estremamente titubante e poco incisivo, nonostante gli avversari non siano certo arrembanti o pericolosi. Nel secondo tempo va anche avanti, e mette dentro qualche cross pericoloso. Esce per vistosi problemi muscolari.

De Rossi, 8: lotta con tutto e tutti, prende un palo svirgolando un pallone dalla trequarti, chiude tutti gli spazi. Sembra imprescindibile e quando esce si teme un po’ per la tenuta del centrocampo. Va tutto bene, ma speriamo comunque che torni bello pimpante per i tedeschi.

Pirlo, 7,5: meno cercato dai compagni del solito, sembra un po’ stanco. Non si propone e mai e spesso si limita a stare davanti alla difesa o addirittura quasi al livello di quest’ultima. Nonostante questo due dei suoi lanci nel primo tempo trovano liberissimo Balotelli e portano a due buone occasioni. Nel secondo tempo limita ancora il gioco d’attacco, ma torna a portare per mano la squadra. Un voto in più per il cucchiaio, ma ancora di più per il suo primo, mezzo accennato, sorriso.

Marchisio, 7,5: meno “visibile” rispetto alle prime tre partite, è in realtà estremamente più utile in questa. Non sbaglia mezza posizione in campo e vince anche tutti i contrasti con gli avversari diretti. Si permette di far scorrere buone palle in avanti. L’unica pecca è non essersi proposto al tiro: con l’Inghilterra così schiacciata la sua capacità balistica sarebbe stata abbastanza utile. Comunque l’ultimo a smettere di correre.

Montolivo, 6,5: tecnicamente una spanna sopra tutti,  tatticamente sa il fatto suo. Sta dove deve stare e va dove deve andare. Ma fa tutto questo senza convinzione e agonismo, risultando troppo molle contro gli undici difensori inglesi del primo tempo, benché in un paio di occasioni offra gran palle in avanti. Anche lui potrebbe provare più spesso il tiro da fuori.
Nel secondo tempo, con la nullità assoluta degli inglesi, lui continua a giocare di posizione, dando tantissimo fiato alla squadra e aprendo, per quanto possibile, qualche spazio. Ma ancora niente tiri.
Sbaglia anche il rigore, e per questo niente 7.

Cassano, 6,5: si muove meno che nelle prime partite ed è guardato a vista da almeno tre giocatori, tutti più veloci e reattivi di lui. Riesce comunque a trovare per ben tre volte il tiro da lontano, nonché un ottimo assist di testa sprecato dal suo compagno d’attacco. Ci riprova ancora nel secondo tempo, prima di uscire spompato come al solito. Forse poteva essere la partita di un fringuello come Di Natale.

Balotelli, 7: c’è, si muove bene e si fa trovare, ma sbaglia troppo. Di nuovo lento in un’occasione, troppo poco convinto in altri due tentativi d’attacco. Altre volte è impreciso. Nonostante tutto bisogna dire che è stato di gran lunga il più pericoloso in campo, ed i tentativi sono stati quasi sempre di pregevole fattura. In più mette anche il rigore in maniera perfetta. Va bene così.

Sostituzioni.

Nocerino, 7: Un gol annullato, un’occasione, un rigore messo con assoluta sicurezza (nonostante lui rimanga un’incontrista), De Rossi supplito alla perfezione. Per il poco che ha giocato non gli si può chiedere proprio nulla di più.

Diamanti, 7: un palo non voluto, il rigore decisivo buttato dentro in simpatia, gran movimento in campo e un sinistro spettacolare che disegna assurde traiettorie. Regala quella confusione che potrebbe scardinare gli undici avversari, e per poco non riesce nell’obiettivo. Poco male, la vittoria finale porta comunque il suo marchio.

Maggio, 6,5: parte molto titubante ed approssimativo, finisce arrembante ed incattivito. Squalificato, potrebbe essere un grosso problema per la prossima partita se Abate dovesse aver avuto più che un affaticamento.

Italia – Irlanda 2-0

E tutto va / come deve andare / o per lo meno così dicono… (cit.)

Passiamo il turno senza gloria e senza infamia. La Spagna fa il suo mestiere (e si prende il primo, meritato, posto), la Croazia esce come è giusto per quanto dimostrato in campo. L’Irlanda, nonostante tutto, riesce a prenderne due anche da noi, finendo peraltro in dieci.

Una partita totalmente giocata sul piano fisico, sul contrasto e sulle palle alte, sui lancioni lunghi e sulla velocità delle ali. Trapattoni docet, ma non basta: troppo poco contro una Nazionale italiana che, seppur modesta, ha almeno cinque-sei giocatori che da singoli hanno più qualità che tutta la nazione irlandese messa assieme, calciatori e non.

Probabilmente il nostro calcio non meritava, per i comportamenti ben noti ed altrove esposti, un risultato simile; benché sul piano del calcio giocato il risultato non fa una piega. Anzi, per quanto fatto contro Spagna e Croazia potremmo anche recriminare qualcosa.

Nel prossimo turno ci aspettano Francia, Inghilterra o Ucraina, in ordine di probabilità: in ogni caso avversari abbordabili e sfide interessanti. La Francia è per questo scorcio di esistenza il nostro nemico storico; l’Inghilterra di Hodgson e del fu Capello non ha mai deluso a livello di furore agonistico; l’Ucraina è la padrona di casa, trascinata per ora da un grande ex del nostro calcio, e ci ha lanciato sei anni fa alla conquista di un mondiale…

Chiunque capiterà rappresenterà una bella sfida e si spera una partita migliore da vedere delle ultime due…

Buffon, 6: mai chiamato in causa sul serio, se non dopo una manciata di secondi. Non sicurissimo come nelle altre partite, fa comunque il suo a livello mentale. Urla, strepita, richiama e si becca pure un’ammonizione.

Abate, 6,5: si muove molto e a differenza di Maggio lo fa con costrutto. E’ uno dei pochi giocatori che si fa trovare quasi sempre libero per il passaggio. In difesa non sbaglia nulla, nonostante i clienti più difficili, Duff e McGeady, capitino proprio a lui. Sul finire di primo tempo in tackle scivolato fa un omaggio a Maldini: non è cosa sua, ma ogni tanto fa piacere vedere che difensori si può diventare. Nel secondo tempo smette di salire, e quando lo fa non viene mai servito. Comunque positivo.

Barzagli, 6: impreciso, ma sicuro. Non sbaglia mai la posizione, evitando quindi pericoli per Buffon. Guida bene Chiellini, che poi è la cosa più importante. Coi piedi semplicemente non sa fare nulla, ma va bene così.

Chiellini, 6: è la sua partita, può finalmente fare a sportellate con giocatori tecnicamente inesistenti e fieri di andare a sbattere contro gli avversari. Non può chiedere di meglio. Esce per un infortunio, mettendo paura a tutt’Italia.

Balzaretti, 7: in difesa, come è ovvio, surclassa le prestazioni di Giaccherini; ma stranamente anche in avanti sembra rendere di più, posizionandosi di fatto come ala avanzata. Ci mette anche un gran fisico, che chiude la fascia agli irlandesi. Per un attimo, nel primo tempo, si scorda di giocare a calcio ed in onore allo sport nazionale degli avversari “placca” platealmente un giocatore. Non cala alla distanza, e probabilmente si guadagna un posto da titolare per la prossima partita.

De Rossi, 6,5: nel primo tempo è indolente, un po’ fermo, ma bravo ad essere nel posto giusto quando serve. Chiude le linee di passaggio e si propone in avanti, anche se defilato, un paio di volte. Arriva anche al tiro. Il peggior De Rossi è comunque un centrocampista utile. Certo che in difesa aveva fatto ben altre partite. Nel secondo tempo cresce incredibilmente, diventando di gran lunga il nostro miglior centrocampista, se non proprio il miglior giocatore in campo. Tanta grinta e carattere, in una partita così i nervi sono fondamentali.

Pirlo, 6,5: gioca la solita quantità infinita di palloni, ma produce meno di quel che ci si può aspettare, soprattutto per la mollezza dei compagni. Resta comunque il faro di tutte le squadre dove gli capita di giocare. Nel secondo tempo va un po’ in bambola, probabilmente in grosso debito d’ossigeno. Ha pur sempre 33 anni, ed ha giocato tre partite intere (e nervose) in una decina di giorni.

Marchisio, 6,5: ogni tanto si infiamma, ma per la maggior parte del primo tempo si ritrova un po’ fuori dal gioco, legato più all’iniziativa individuale che alla coralità (inesistente) del gioco azzurro. A differenza delle partite precedenti non va al tiro. Un po’ in sofferenza e più titubante rispetto alle prime uscite. Nel secondo tempo si prodiga a coprire gli spazi, e questo gli vale mezzo voto in più.

Thiago Motta, 5,5: qualche pallone in più lo tocca, rispetto alle altre due partite. Non è certo abbastanza per la sufficienza, anche considerato il fatto che non riesce mai in un inserimento che porti quantomeno ad un tiro, e questo dovrebbe essere il suo obiettivo. Anche spostato a centrocampo, non sembra aggiungere nulla alla nazionale. Può fare molto meglio.

Cassano 6,5: è l’attaccante italiano con i migliori piedi, di gran lunga. Ogni suo passaggio arriva a destinazione o quasi. In più si prodiga parecchio, spostandosi continuamente di posizione, sia sulle fasce, sia al centro. Non arretra e rimane a fare da punto di riferimento in avanti. Segna un gol di testa contro una difesa di tipo anglosassone, ed è un nano. Non so come si possa criticare: finché gli reggono le gambe, è insostituibile.

Di Natale 5,5: qualcosa fa, ma finire 45 minuti senza un tiro, contro l’Irlanda, non è da attaccante della nazionale italiana, chiunque esso sia. Si propone poco e viene servito ancora meno. Nella parte di secondo tempo in cui è in campo fa qualcosa in più, arrivando due volte ad essere vagamente pericoloso. Esce quando proprio non ne ha più. Non può fare reparto da solo, non accompagnato da Thiago Motta e Cassano.

Sostituzioni:

Bonucci, 6: entra, e l’Italia batte i denti per la tensione. Non sbaglia nulla e si diverte come Chiellini a fare a sportellate con gli irlandesi. Qualche rilancio sbilenco, ma va benissimo così. Dopo il secondo gol va a bloccareBalotelli; fosse per me, potrebbe senza problemi essere il suo ruolo ufficiale nel mondo del calcio.

Diamanti, 6,5: non è un 7 pieno solamente perché gioca solo un tempo e scompare pure per una manciata di minuti, ma per il resto fa tutto quello che deve fare e lo fa benissimo. A centrocampo insegue ogni pallone ed ogni giocatore, arrivando anche senza problemi al contrasto. La sua gamba non va mai indietro, e per un trequartista è una cosa più unica che rara. Come Cassano mette estremamente in difficoltà gli avversari a livello tecnico con una facilità impressionante. Arriva anche al tiro con una bella azione personale, ed è sempre bene in posizione nelle volte in cui l’Italia avanza. Con il 4-3-1-2 il titolare dovrebbe essere lui, almeno con avversari abbordabili.

Balotelli, 6: entra e gioca come al solito contro tutto e tutti. Fischi, falli, provocazioni: si prende di tutto e risponde con lo stesso, scurrile, linguaggio. Segna un gol splendido e Bonucci, con la mossa più utile della sua carriera di calciatore, gli va a tappare la bocca di corsa durante l’esultanza.

Italia – Croazia  1-1

Bella prestazione nel primo tempo, orribile nel secondo. Tutti i luoghi comuni del calcio applicabili a questa sintesi sarebbero veritieri, fra cui non ultimo “queste partite bisogna chiuderle prima”, “se non ne fai due loro prima o poi uno ne fanno”, “gli avversari sono fisicamente meglio” (che siano Mozambicani, Lapponi, Croati, Spagnoli o Lussemburghesi non conta. Noi siamo sempre più scarsi a livello fisico…).
Prandelli questa volta non è esente da colpe: la formazione titolare poteva essere diversa (magari più coraggiosa, per chiudere prima i conti), i cambi potevano essere diversi e meno ritardati.
Comunque, come sempre, la Croazia non si batte, così come la Spagna non ci batte. Peccato che a mia memoria l’Irlanda non sia mai l’avversario più facile per noi. Rischiamo di andare a casa come ai mondiali.

Buffon 6,5: mai seriamente impegnato, ma preciso e sicurissimo negli interventi. Non può fare nulla sul gol.

Bonucci 5: peggio dell’esordio. Nel primo tempo non è mai messo in difficoltà dall’inesistente attacco croato, ma nonostante questo è impreciso negli appoggi e limitato nell’avanzare. Recupera un po’ con la fisicità che ben si oppone a quella degli slavi. Nel secondo tempo va in bambola come tutti i compagni

De Rossi 6,5: buona prova nel primo tempo, ma la nullità dell’avversario gli regala un po’ troppa sicurezza nei propri mezzi. Per tre volte tiene palla più di quanto dovrebbe, ma a questo aggiunge anche notevoli interventi per tempistica. Nel secondo tempo, sotto pressione, è quello che ne esce fuori meglio.

Chiellini 6: Nel primo tempo è poco impegnato in difesa, si sgancia volentieri più avanti e con i buoni mezzi tecnici del suo sinistro si permette anche di impostare qualche azione. Ogni tanto fa sentire tacchetti e gomiti agli avversari, tanto per ricordargli chi dovrebbe comandare. E’ lui però l’emblema del secondo tempo: dopo gli ottimi primi 45 minuti, crolla totalmente ed è anche il responsabile principale del gol subito. Ma oltre a quest’episodio, buca speso gli interventi e va troppo in confusione per un giocatore del suo livello.

Maggio 4,5: corre tanto, come con la Spagna, ma conclude poco. A livello di dinamismo e copertura degli spazi può pure andare bene (nel primo tempo), ma vista la scarsa vena croata potrebbe osare qualcosa in più. Un’ala come lui non può concludere 45 minuti facili senza neanche un cross degno di nome. Perde anche due palloni pericolosi sulla fascia. Nel secondo tempo è il peggiore. Dalla sua parte passano tutti, compreso quello che mette il cross che porta al pareggio. In difesa è totalmente negato, se in attacco non incide diventa un giocatore quasi inutile.

Marchisio 6,5: non sta fermo un attimo ed esonerato dai compiti difensivi si fa sempre trovare pronto a ricevere palla, libero da marcature. Se non deve far valere il fisico, può far valere tutto il resto. Corsa, tecnica e coraggio nel tiro non gli fanno difetto.  Un po’ di confusione in meno e sarebbe stato perfetto.
Nel secondo tempo naufraga miseramente come il resto della squadra. D’altronde se già quando si domina dimostra confusione, figuriamoci quando tutto è andato totalmente nel caos…

Thiago Motta 5,5: meglio dell’esordio, ma ancora non abbastanza. Gioca solo di sponda e senza coraggio, nonostante la Croazia vada costantemente in inferiorità numerica a centrocampo. Ogni tanto ha qualche buona idea, ma dà l’impressione di giocare un po’ frenato. Come Marchisio è riuscito a fare, anche lui avrebbe potuto sostenere di più l’attacco. Nel secondo tempo ci prova, ma viene tirato via da Prandelli dopo un brutto fallo subito.

Pirlo 7: goal meraviglioso a parte, è un giocatore che ormai ha acquisito una sicurezza incredibile. Valutati nei primi 5 minuti gli avversari, ha passato il resto del primo tempo a fare letteralmente quel che voleva. Con la palla tra i piedi riesce non solo a disinteressarsene, come i grandi, ma riesce anche a disinteressarsi dell’avversario, come se non esistesse. Fa quel che vuole, sia nelle discese palla al piede, sia nei passaggi.
Nel secondo tempo naufraga anche lui con i compagni, ma se non altro prova a dare un filo logico al gioco. I passaggi sono sempre ottimi, si ricordano almeno due gran tagli di gioco.

Giaccherini 5,5: il peggiore nella prima parte di partita. Fisicamente non può reggere con i croati sulla sua fascia, ed i risultati si vedono. Costantemente saltato in fase difensiva, in attacco “rimbalza” letteralmente contro gli avversari. Dopo qualche minuto i compagni smettono di servirlo, e lui si limita a fare posizione. Nel secondo tempo invece si dimostra uno dei migliori. Insegue ogni giocatore, si sdoppia a fare sia l’ala pura che il terzino puro, lasciando la mezzeria del fluidificante. Recupera tanti palloni ed è preciso nei rilanci.

Cassano 6: volitivo, si fa vedere un po’ da tutte le parti. Brevilineo e tozzo, ben si sposa con i lungagnoni croati che non riescono a tenerlo. Si permette di saltarli più volte, ma non arriva mai pericolosamente al tiro, tranne in un’azione in cui si defila troppo e sparacchia sul lato lontano senza troppa convinzione. Solo dal punto di vista delle conclusioni fa peggio che contro la Spagna.
Nel secondo tempo cala di rendimento prima che nella scorsa partita e probabilmente avrebbe meritato lui la sostituzione più che Balotelli. Da notare i grandissimi stop sui lancioni lunghi dalla difesa.

Balotelli 6: ogni volta che prende palla dalla trequarti in su, manda in tilt la difesa croata, portandosi dietro non meno di tre uomini in marcatura. Viene servito costantemente, segno che ai compagni non sta particolarmente antipatico. Va anche molto spesso al tiro, e qui arrivano le note dolenti. Sembra sempre troppo in anticipo o troppo in ritardo; a volte è lezioso e perde non un attimo solo, ma svariati secondi senza un motivo apparente; in altri casi invece è precipitoso e confidando nell’ottimo tiro da fermo tenta di sorprendere il portiere anche senza un deciso bisogno. Sempre esagerato, insomma. Di sicuro molto meglio che con la Spagna. Ancora un tentativo nel secondo tempo, poi viene fatto uscire da Prandelli. Stavolta non lo meritava, ed uscito lui l’Italia non sfonda più, lasciando la difesa croata libera di recuperare quasi tutti i palloni e di avanzare in tranquillità.

Montolivo 6: prova a dare un senso alla squadra assieme a Pirlo, ma non ci riesce più di tanto. Ordinato e senza grilli per la testa, si prende anche la responsabilità di un gran tiro da fuori area, che mette in discreta difficoltà il portiere. Senza lode e senza infamia, per quel che gioca.

Di Natale 5: gioca poco, non incide, non dà fastidio agli avversari. Su una grande possibilità per l’Italia esce dall’area croata all’indietro, come se fosse il libero avversario. Nessuna occasione per lui, e pochissimo movimento.

Giovinco 6,5: in un quarto d’ora riporta l’Italia avanti di 20 metri da solo, e crea scompiglio negli avversari invece che negli stralunati compagni. I croati non lo tengono. Doveva entrare prima anche lui, al posto di un centrocampista, per cercare subito il colpo del KO.

E ricominciamo con le pagelle, via.

Spagna – Italia 1-1

Buono l’esordio degli Azzurri ai campionati europei. La partita contro gli avversari più difficili fra quelli disponibili, e che quindi più facevano paura, finisce con un pareggio che potrebbe perfino lasciare qualche rimpianto. E’ vero che la Spagna, soprattutto negli ultimi 15 minuti, avrebbe meritato un gol per il numero di volte in cui è riuscita a trovarsi davanti la porta di Buffon, ma è anche vero che durante il primo tempo l’Italia ha tenuto molto meglio il campo, mettendo sempre in difficoltà la retroguardia delle Furie Rosse.

A livello tattico Prandelli con la difesa a tre sembra aver trovato abbastanza la quadratura del cerchio, con una rosa sicuramente non eccezionale (eufemismo per: peggio di così è difficile). L’Italia soffre per la mancanza di centravanti, di centrocampisti fisici e di difensori all’altezza, sia centrali che laterali; ha però una grande abbondanza di seconde punte e una buona quantità di centrocampisti d’inserimento e di ali. Il 3-5-2 è probabilmente il modo migliore per valorizzare il materiale umano a disposizione.

Si può guardare alle prossime partite con un po’ di ottimismo un più, benché Trapattoni potrebbe riservare amare sorprese contro una squadra così organizzata.

Buffon 7.5: Buon primo tempo, estremamente sicuro in tutto quello che fa, bravissimo nel coprire lo specchio della porta. Buone anche due rischiosissime uscite al limite dell’area. Nel secondo tempo sale ancora di livello con interventi strepitosi, fra cui una chiusura da difensore puro su Torres.

Bonucci 6: fa muro davanti alla porta, non partecipa alla costruzione del gioco, ma è sempre presente nella distruzione di quello altrui. Bene così, la difesa a tre gli giova parecchio e gli permette di non rendere troppo visibili le pecche di cui tutti sanno. Nel secondo tempo il suo lato viene meno battuto dagli spagnoli, sempre per la sua felicità.

De Rossi 8,5: intendiamoci, non è un grande difensore e non è proprio un difensore. Ma l’abnegazione dimostrata nel primo tempo per fare quello che gli è stato chiesto, vale sicuramente un voto altissimo. Non marca benissimo, ma chiude gli spazi in maniera egregia, “leggendo” bene le azioni e non sbagliando praticamente mai i tempi di intervento. Rimane bloccato dietro e più di una volta salva e sbroglia situazioni estremamente pericolose. Nel secondo tempo cresce ancora: si perde Fabregas sul gol (ma c’è da dire che l’azione è quasi allo stato dell’arte, merito degli attaccanti più che demerito dei difensori), ma per il resto non sbaglia nulla e sembra anche capace di “comandare” i compagni a non ammucchiarsi come nel primo tempo. Sinceramente una grande scelta di Prandelli.

Chiellini 6,5: con De Rossi a coprire gli spazi ed organizzare, lui è finalmente libero di fare quel che gli piace di più. Contrastare, contrastare, contrastare e sporcare tutti i palloni che passano dalle sue parti. Mostra una sicurezza che da centrale puro non riesce mai ad avere, così come per Bonucci lo schema lo aiuta tantissimo. Nel secondo tempo non riesce più a tenere il ritmo degli avversari, soprattutto a causa dell’ingresso del velocissimo e ficcante Jesus Navas. Nonostante questo dimostra di essere un grande stopper, che può dire il suo in qualsiasi difesa che abbia qualche giocatore “di cervello”. È un peccato non averlo mai visto giocare con Nesta.

Maggio 5,5: corre tantissimo, sicuramente più di tutti i compagni, ma è l’unico lato positivo della sua prestazione. Per il resto sbaglia tutto ciò che si può sbagliare, dimostrando una tecnica quantomeno approssimativa. In difesa se la cava quando c’è da far numero, ma gli spagnoli in generale sembrano metterlo KO su tutto il profili tecnici. Anche tatticamente non sembra del tutto a suo agio, nonostante giochi nel ruolo a lui più congeniale. Gli avversari sembrano poterlo mandare dove vogliono, ed il fatto che lui ci metta mezz’ora a stoppare ogni pallone, peraltro allungandoselo malamente, non lo aiuta ad essere incisivo.

Marchisio 6: non particolarmente brillante, azzecca un gran tiro nel primo tempo che meritava miglior sorte. In attacco si vede raramente, benché i suoi inserimenti a volte diano parecchio fastidio all’inefficace tattica iberica. In interdizione a centrocampo fa il suo, coprendo bene lo spazio a lui assegnato. Quando la palla arriva più indietro, invece, dimostra di non sapere marcar stretto l’avversario. Considerando però che ha anche gli avversari peggiori sotto questo punto di vista.
Nel secondo tempo fa di nuovo un’azione offensiva grandiosa, ma non riesce a segnare in parte per un tiro fiacco, in parte per la bravura di Casillas.
Probabilmente contro un’altra squadra la sua prestazione sarebbe diventata molto più che sufficiente.

Pirlo 6: la sufficienza non la raggiunge, nel primo tempo. Lento, impacciato e fuori dal gioco, si salva da una bocciatura completa solo per l’incredibile piede di cui è dotato, che mette spesso in movimento le ali. Poco sicuro davanti alla difesa, rischia più volte di agevolare la manovra offensiva avversaria. Col passare dei minuti per fortuna la sua prestazione cresce abbastanza in qualità. Nella prima parte del secondo tempo dimostra chi è, tornando il regista più forte della storia del calcio per una ventina di minuti, con l’aggiunta di una strepitosa azione in slalom che porta Di Natale al gol.
Questo è il peggior Pirlo, ed è decisivo.

Thiago Motta 5: lacunoso in difesa e in attacco, fa più confusione che altro. Come molti, troppi compagni, è più utile a far numero che a costruire gioco razionale. Sfiora un gol di testa, dimostrando che comunque ha sempre buoni tempi di inserimento. Nel secondo tempo scompare totalmente e Prandelli lo tiene in campo fin troppo. Il peggiore.

Giaccherini 5,5: come Maggio corre molto, e tecnicamente si comporta molto meglio. Ma è confusionario e disorganizzato, non sembra seguire uno schema ma andare semplicemente avanti con la palla. Punta sempre l’uomo, anche quando non ce ne sarebbe assolutamente bisogno, con l’aggravante di non riuscirlo a saltare quasi mai. Nel secondo tempo va totalmente in bambola, ma fare il terzino ed il marcatore non può essere il suo compito. Su quella fascia manca Criscito, c’è poco da fare. Giaccherini fa quel che può.

Cassano 6,5: a sorpresa Fantantonio si dedica bene al pressing offensivo e, nonostante una notevole differenza di velocità con i giocatori avversari, fa il suo a livello tecnico, dove sembra svariate spanne superiore alla difesa spagnola. Mette più volte in difficoltà i propri marcatori, ed arriva ben tre volte al tiro. In più sembra aver imparato da Inzaghi a rimanere sulla linea del fuorigioco, impedendo spesso alla difesa iberica di stare tranquillamente sulle sue. Nel secondo tempo riprova qualche azione, dimostrandosi per altro benissimo piazzato sia nell’occasione buttata al vento da Balotelli, sia in quella finita nel gol di Di Natale. In attacco sicuramente il migliore, peccato che non regga una partita intera.

Balotelli 5: qualche buono spunto c’è, ma niente di più. Per il resto combina poco e perde tutti i contrasti aerei, costringendo la squadra a giocare esclusivamente palla a terra. Non sembra intendersi troppo bene coi compagni e benché non sia servito malissimo, non riesce praticamente mai a concludere. Rimedia una stupida ammonizione. Nel secondo tempo dimostra tutti i suoi limiti mentali, mandando a puttane un’azione peraltro creata da solo. Al di là di questo, la prestazione è negativa soprattutto a livello fisico: un giocatore con un fisico così e con la sua età deve correre il doppio e contrastare il triplo; e, possibilmente, prendere qualche pallone alto.

Sostituzioni

Di Natale 7: sta in campo neanche un tempo, segna un gol e ne sfiora un altro. Che altro dire?

Giovinco 6,5: la Formica Atomica c’è, piedi, corsa e agilità. Con gli avversari spagnoli, poco ruvidi, riesce anche a reggere fisicamente. Un grande assist purtroppo non finalizzato da Di Natale vale mezzo punto in più.

Nocerino S.V.: troppo poco, troppo tardi. Se Thiago Motta gioca così, lui merita una chance da titolare.

Allenatore, Prandelli 6,5: come detto, la scelta della difesa a tre risulta azzeccata. Conosce gli uomini a sua disposizione, ha convocato i migliori nonostante carenze in qualche tipologia di giocatore e ora deve per forza farli giocare al meglio delle loro possibilità. Non è una squadra da 4-3-1-2, non è una squadra da 4-3-3. Giusto dunque imitare Trapattoni, giusto sperare nei piedi buoni dei cinque convocati in avanti.
In questa partita forse ha peccato un po’ nelle sostituzioni: troppo veloce quella di Balotelli (magari era meglio tener fuori Cassano già spompato), troppo lenta (ma giustificata dalle due sostituzioni già effettuate) quella di Thiago Motta. Errori da poco, alla fine.
La cosa più importante è che il gruppo è sembrato esserci, e tutti hanno lavorato per tutti. Vedere Cassano andare a prendere palla sulla fascia venti metri dietro la linea di centrocampo è sintomo di un ottimo lavoro psicologico di Prandelli.

 

ITALIA – SLOVACCHIA 2-3


Sicuramente la peggiore prestazione dell'Italia in questo mondiale. Un primo tempo orribile, partito già all'inizio in attesa delle azioni avversarie, quasi a difendere lo 0-0 e sperare nel contropiede. Il 4-3-3 di Lippi non funziona: siamo sotto tatticamente, la difesa non ingrana, De Rossi è costretto a indietreggiare per proteggere i centrali e il centrocampo si ritrova con un uomo in meno. Alle punte come al solito non arrivano rifornimenti e quando arrivano mostrano dei grossi limiti. Grossi perché oltre che tatticamente la Slovacchia ha sovrastato gli azzurri anche fisicamente (ma possibile che stiamo sempre dietro tutti? Le africane perché sono africani, gli scandinavi perché sono scandinavi, i sudamericani perché sono sudamericani… ogni volta c'è una scusa "etnica" per giustificare la nostra scarsezza atletica. Ma sono giocatori o impiegati del catasto?). E se non bastasse anche a livello tecnico gli sloveni hanno mostrato una certa superiorità. Vittek e Hamsik in primis.
Il secondo tempo è l'emblema di questa squadra: centrocampo accettabile (con Pirlo all'ottimo rientro), brutta difesa e attacco a corrente alternata legato al colpo del momento. Tutte cose che non possono bastare e non bastano ad andare avanti in un mondiale.
Si ricomincia fra 4 anni, senza troppi drammi, senza troppe condanne, senza troppe assoluzioni (bestemmia libera, però). Ciao ciao o

Marchetti 5,5: sempre un po' incerto nelle uscite, non ha colpe sui gol. Di certo non demerita ma neanche aiuta. Sarebbe utile rivederlo difeso da un reparto degno.
Zambrotta 5,5: spinge molto meno delle precedenti partite anche per il cambio di modulo. In difesa sta molto attento ad Hamsik che spesso si allarga sulla sua fascia. Sostanzioso ma non prezioso. Nel secondo tempo non fa nulla che si possa notare.
Chiellini 4,5: come al solito nei contrasti è un leone, ma in campo non sa proprio starci. Sbaglia tutti i movimenti, la zona non è pane suo. Fuori posizione molto pericolosamente almeno 4 volte nel primo tempo. Nel secondo tempo va in bambola totale.
Cannavaro 4: peggio di Chiellini. Nel primo tempo il suo apporto è men che nullo. Si fa segnalare anche per una espulsione evitata dovuta alla pietà dell'arbitro. Il terzo gol è soprattutto colpa sua, 3 errori in 3 partite. Non va e se ne va. Ciao ciao o
Criscito 5,5: continua il suo mondiale anonimo ed incerto. Non spinge e difende male: non regge il confronto a livello fisico (viene spostato come un fuscello), né tecnico (viene spesso passato in dribbling o su contrasto). Tatticamente però è fra i meno peggio, la posizione per una volta sembra saperla tenere. Esce nel secondo tempo per garantire più spinta sulle fasce.
Gattuso 4,5: i primi 10 minuti sono a buoni livelli, poi finisce la benzina. Assolutamente inutile in fase di gestione della palla, tenta per lo meno di fare un po' di pressing e finisce per scavare un ginocchio avversario… Nel secondo tempo non sarebbe servito a molto. Poteva stare a casa, su.
De Rossi 4: pessimo nel primo tempo, soprattutto a causa dell'erroraccio in disimpegno che porta al gol. Ma non è solo questo il punto. Non trova mai la posizione, gioca troppo arretrato e la condizione fisica non gli permette di giocare a tutto campo come gli era successo all'esordio. Molto impreciso in tutto quello che fa, sembra spento anche a livello agonistico. Secondo tempo da dimenticare più del primo, scompare dal campo e non torna più.
Montolivo 5: la peggiore partita del girone per lui, costretto a giocare da interno sinistro e a far valere più il fisico che i piedi. Prova nel primo tempo la solita ciabattata da fuori, ma anche questa volta non va. E' l'unico che sembra dimostrare una superiorità tecnica in campo, ma in quella posizione non riesce a rendere. Esce anche lui. Con qualche rimpianto.
Di Natale 5,5: parte attaccante ma già nel primo tempo arretra pian piano fino a centrocampo, sperando di trovare una palla degna di questo nome. Di sicuro se dietro si gioca così male lui può fare poco, ma almeno qualche guizzo in più lo si attendeva. Ed arriva nel secondo tempo. Un gol e qualche errore non bastano però per la sufficienza. Lui è fra quelli che meritava di più da questo mondiale.
Iaquinta 4,5: marmoreo nella sua insipienza. Vince qualche contrasto, regge il confronto fisico, è utile sui calci piazzati difensivi di testa. Sembra la descrizione di un libero, più che di una punta, no? Fa UNA bella cosa nel secondo tempo. Troppo poco. Basta nazionale per lui, vi prego.
Pepe 4: assolutamente fuori partita. Dalla sua ha la costanza fisica, ma non serve a nulla. E' più che imbarazzante quando deve gestire la palla, dimostra di non poter inventare nulla. Andrebbe servito in profondità incrociando le dita. Magari per una volta la prende bene. E invece no. Non da nazionale. Non doveva essere qui, ma purtroppo essendo stato acquistato dalla Juventus continuerà a stare in squadra. Immeritatamente.

Maggio 5,5: solo 45' per lui, non se la cava né male né bene. E' entrato per attaccare e non ha attaccato, quindi va sotto la sufficienza anche senza commettere errori di rilievo.
Quagliarella 6: gioca centrocampista sinistro, ennesima posizione nella sua duttile carriera. Cresce tantissimo coi minuti e si dimostra la pedina che mancava all'attacco italiano.  Gran gol, aumenta tantissimo il rimpianto di aver visto 3 volte Iaquinta in campo, 2 volte Gilardino  1 volta Pazzini e solo 45 minuti lui… Mezzo punto in meno per l'assurda sceneggiata nella porta slovacca. Un po' di dignità, per favore.
Pirlo 7: mezzo punto in più perché è l'unico giocatore italiano che in 3 partite dà motivo di credere che il nostro sia un paese calcisticamente avanzato. Non sbaglia nulla, prende per mano la squadra e c'è da ricordare che è pure mezzo rotto. In mezzo ai campioni può anche sembrare indolente, in mezzo al nulla tecnico risalta come un riflettore nella notte.

Questo estratto è di una bellezza insostenibile. Adoro quando scopro che qualcuno ha già detto in maniera sublime quello che penso. Ecco perché citare non è segno di erudizione ma di modestia: va riconosciuto che c'è spesso probabilmente qualcuno che ha scritto in maniera egregia ciò che si sostiene. Le parole proprie non sono sempre il meglio.

INDIFFERENTI

Odio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che "vivere vuol dire essere partigiani". Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L'indifferenza è il peso morto della storia. E' la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall'impresa eroica.
L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E' la fatalità; e ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all'iniziativa dei pochi che operano, quanto all'indifferenza, all'assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell'ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell'ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch'io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano.
I più di costoro, invece, ad avvenimenti compiuti, preferiscono parlare di fallimenti ideali, di programmi definitivamente crollati e di altre simili piacevolezze. Ricominciano così la loro assenza da ogni responsabilità. E non già che non vedano chiaro nelle cose, e che qualche volta non siano capaci di prospettare bellissime soluzioni dei problemi più urgenti, o di quelli che, pur richiedendo ampia preparazione e tempo, sono tuttavia altrettanto urgenti. Ma queste soluzioni rimangono bellissimamente infeconde, ma questo contributo alla vita collettiva non è animato da alcuna luce morale; è prodotto di curiosità intellettuale, non di pungente senso di una responsabilità storica che vuole tutti attivi nella vita, che non ammette agnosticismi e indifferenze di nessun genere.
Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze virili della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'èin essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano nel sacrifizio; e colui che sta alla finestra, in agguato, voglia usufruire del poco bene che l'attività di pochi procura e sfoghi la sua delusione vituperando il sacrificato, lo svenato perché non è riuscito nel suo intento.
Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.

Antonio Gramsci, "La Città futura", pp. 1-1 Raccolto in SG, 78-80.

ITALIA – NUOVA ZELANDA 1-1

Quarto d'ora iniziale da incubo, l'Italia gioca come una squadra di terza categoria contro una squadra di dilettanti fallosi. Lanci lunghi e non pedalare, visto che nessuno corre o si muove. Shock psicologico dovuto al gol a parte, non si può giocare così male. Dopo il pareggio su rigore gli azzurri crescono moltissimo e guadagno come loro solito il controllo del campo, ma con esiti del tutto sterili. Da segnalare l'eccessiva fallosità degli avversari che colpiscono con cattiveria, e la solita furbizia dei "nostri", che sanno come, quando e perché buttarsi per ottenere l'attenzione arbitrale. Ma stavolta nei primi 45 minuti c'erano due espulsioni "serie", ne hanno ricavato un'ammonizione ed un rigore (abbastanza opinabile). Meglio che nulla.
Il secondo tempo è totalmente inutile, si poteva non giocare. Lippi come nella partita contro il Paraguay si rende conto di aver toppato la formazione e fa due sostituzioni immediate (seguite da una terza più avanti). Si rivelano comunque inutili. Lo pseudo 4-3-3 infatti è in realtà un 5-1-2-2, con De Rossi che va a fare il libero più che il centrocampista, Montolivo a fare il mediano, Di Natale e Camoranesi mezz'ali senza licenza di attaccare. E le inutili due torri di Pazzini e Iaquinta a rimbalzare tra i colossi avversari. Tra cross e calci d'angolo in quantità industriale finisce una partita tutto sommato pessima.
Nei voti per ogni giocatore verrà calcolato uno 0,5 in meno, perché giocavamo contro la Puzzonia (cit.) e non si può non tenerne conto.

Marchetti 5: chiamato in causa una sola volta nel primo tempo, sbaglia. La colpa non è solo sua, ma la responsabilità è evidente. Rimane a metà strada fra l'uscita e la porta e si fa beffare da un tiro non irresistibile, né forte e né angolato. Nel secondo tempo non fa nulla perché nulla viene chiamato a fare, ma a volte sembra titubante a lasciare la linea di porta.
Criscito 5: sembra migliorare rispetto alla prima partita, se non altro perché inizia a correre e prova ad avanzare più spesso del tranquillo esordio. Viene servito poco e male, ma è anche malamente assistito da Marchisio. Nel secondo tempo non mantiene il trend e ma commette almeno 3 errori gravi in marcatura e sbaglia parecchi appoggi e lanci. Tecnicamente non di livello mondiale, ancora.

Chiellini 6: nettamente meglio oggi rispetto all'esordio mondiale. Vigoroso in difesa, spesso avanza a centrocampo a cercare il contrasto a terra o di testa. Utile anche in avanti dove però mostra limiti tecnici coi piedi. Ma non dovrebbe essere compito suo segnare. Fra i più in palla, comunque.
Cannavaro 5: due errori in due partite, due goal. Non ci si può passare sopra. Nei contrasti fuori area è ancora qualche spanna sopra gli altri, di testa è capace di anticipare avversari a cui regala venti centimentri d'altezza, ma in area ormai ha pecche grandi. Grandissime. Nel secondo tempo si blocca in difesa e non si muove più.
Zambrotta 6,5: il migliore nel primo tempo, sembra tornato quello del 2006, limiti fisici permettendo. Si propone in avanti con costanza (anche perché dalle sue parti la Nuova Zelanda ha il nulla), ma non ha più lo spunto per saltare l'ultimo marcatore. Riesce comunque a mettere al centro palle decenti. E' anche troppo cercato dai compagni e i risultati si vedono nel secondo tempo. Crolla fisicamente e si propone molto meno, ma alla fine rischia di segnare un gol con una bella incursione. Avessero giocato tutti come lui, parleremmo di una vittoria.
Marchisio 4: come diceva chi sapeva parlare, è totalmente avulso dalla squadra, dalla manovra e dal gioco. Semplicemente non è il campo. Tecnicamente mostra buone cose le rare volte in cui tocca la palla, ma non viene mai servito e si muove troppo poco per recriminare su questo fatto. In più fisicamente sembra cedere tanto all'avversario. In più io noto quasi una spaccatura a livello umano, così pochi palloni passati verso uno che giocando ala dovrebbe allargare il gioco e far respirare non possono essere solo un limite del giocatore nel dare fiducia… sta antipatico a qualcuno (e se è vero il labiale del video pre-mondiale, si merita anche peggio). Nel secondo tempo esce, giustamente. Dannoso più che inutile. Forse nella Juventus non era tutta colpa di Diego e Felipe Melo.
Montolivo 6: parte peggio che all'esordio, cresce con i minuti e si fa segnalare per un bel tiro nel primo tempo che si stampa sul palo. Attorno a lui si muovono poco, le uniche soluzioni sono l'appoggio a Zambrotta o de Rossi o il lancio lungo per le punte. Dovrebbero dargli più possibilità di servire qualcuno, ma nel secondo tempo gli vengono tolte anche queste possibilità. Gli tocca provare ancora il tiro da lontano, ma il portiere degli avversari si dimostra capace e attento. Predica nel deserto.
De Rossi 5: pessimo per più di metà del primo tempo, si riprende sul finale grazie alla furbizia (il rigore è regalato, poco c'è da dire) e le proprie capacità tecnico-balistiche. Un po' poco. Nel secondo tempo scala indietro a fare il difensore aggiunto, diventando totalmente inutile. Non so se è colpa sua o di Lippi, ma così non va.
Pepe 4,5: meno corsa della prima partita e se possibile ancor meno tecnica. E' imbarazzante quanto tempo ci mette a stoppare la palla e a girarsi. Non dimostra superiorità tecnica rispetto agli scarsoni neozelandesi, probabilmente è l'unico che non ne supera neanche uno in dribbling. Assolutamente dannoso in queste partite, può dire la sua contro qualche squadra migliore che ha un gioco e può subire la sua fisicità.
Gilardino 4: nullo, assolutamente. Vale in parte il discorso della prima partita: se non lo si serve, non segna. Ma anche lui in qualche modo dovrebbe farsi vedere di più. E con avversare di questa pochezza tecnica non può assolutamente solo aspettare. Giustamente ribocciato da Lippi.
Iaquinta 5,5: segna il rigore, si permette qualche giocata tecnica (Vincé… ma perché tutti quei colpi di tacco? Non sono cosa tua…), ma per il resto è una statua di marmo. Immobile, non salta mai l'uomo e quando gli capita di stare in area è costantemente raddoppiato e anticipato. Non prova mai a partire palla al piede, non prova mai a cercare spazio. Meno inutile di altri, ma non è una consolazione

Camoranesi 6: almeno ci prova. Tanto movimento, tanta confusione, un buon tiro e la capacità di aprire la staticissima fase difensiva avversaria. E visto che questo è stato sempre il suo ruolo in Nazionale e nei club, non gli si può dare meno della sufficienza.
Di Natale 5,5: entra in area due volte e quasi ci scappa il goal in girata di gran classe. Per il resto gioca fra il ruolo di centrocampista sinistro arretrato e quello di interno sinistro di centrocampo. Così non serve assolutamente a nulla, Toto' a 33 anni non può giocare in altra posizione che quella di seconda punta con libertà di uscire dall'area di 10 metri e non di più. Con la sua tecnica poteva fare del male ai lungagnoni australi, così ha solo aggiunto cross inutili a crossi inutili.
Pazzini 5: entra tardi e non si vede per nulla tranne per un colpo di testa su calcio d'angolo, fra l'altro male indirizzato. Non era certamente la sua partita, non si può pretendere di fare il centravanti boa contro una difesa così alta.

Lippi 3: l'ho sempre difeso ora e 4 anni fa, le convocazioni non mi sono sembrate così sbagliate neanche stavolta, però la formazione in campo era indecente. Indecenti le scelte e indecente la preparazione. Fisicamente non ci siamo stati (movimento senza palla praticamente nullo), tatticamente le cose buone sono venute dalle capacità proprie dei giocatori. Mandare decine di palle al centro con i cross è segno di assoluta incapacità di leggere la partita e totale mancanza di idee. Possibile che in allenamento non abbiano mai provato uno schema diverso per calci d'angolo e punizioni? Assurdo.